Flavia Perina sulla Stampa si sofferma sulle parole del presidente della Repubblica che ha invitato tutti a mettere da parte liti e polemiche prima che sia troppo tardi. “A chi parla il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, quando ricorda alle istituzioni il dovere di non dividersi e di non dividere l’Italia? Alla politica, di certo. Ai partner di governo, alle forze di opposizione, ai Governatori ribelli, ai sindaci scontenti, alle parti sociali in agitazione.
Ma anche – forse soprattutto – all’Italia normale, che da giorni assiste stupefatta alle teatrali lacerazioni nella macchina dell’emergenza Covid, aspettando segnali di normalizzazione che non arrivano. Il Quirinale parla all’Italia che aspetta vanamente al telefono una risposta della Asl o del dottore di famiglia. Ai genitori degli studenti senza scuola quasi da un anno. Ai lavoratori che già si sanno licenziati. Agli anziani spaventati come Olga e Vincenzo, 63 anni di matrimonio, morti ieri nello stesso ospedale milanese dopo aver atteso per giorni in casa una diagnosi e una cura. A tutti cerca di prospettare una speranza semplice: quella che il Paese ritrovi la capacità di fare fronte comune nella tempesta, accantonando lo spirito di parte, o peggio di fazione, che nelle ultime settimane ha preso il sopravvento tra i decisori della crisi.
Il messaggio del presidente Mattarella, ora, ricorda a tutti gli attori della lotta alla pandemia le loro responsabilità, prima tra tutte quella di presentare un fronte solidale, se non unitario, nella reazione alla eccezionale catastrofe che ha colpito noi come tutto il mondo. Il virus è già, per sua natura, un agente di caos sociale e di divisione tra giovani e anziani, garantiti e precari, lavoratori pubblici e privati, uomini e donne, ricchi e poveri: evitare di moltiplicarne gli effetti con la zuffa continua tra istituzioni sembra, davvero, il più elementare dei doveri”.
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