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Financial Times: «Lo stop alle riforme metterebbe a rischio i fondi del PNRR»

Andare avanti senza esitazione. Questo l’unico modo per evitare di mettere a repentaglio le riforme e «anche la capacità di Roma di ricevere le prossime tranche dei suoi 200 miliardi di euro di fondi» previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr). Lo scrive il Financial Times dopo le dimissioni di Mario Draghi, evidenziando come «molte di queste riforme avrebbero dovuto essere completate entro le elezioni previste per la prossima primavera. Ma è probabile che il processo venga sospeso, poiché i partiti si preparano a fare campagna elettorale per le elezioni anticipate».

Il quotidiano della City sottolinea quindi come la caduta del governo arrivi in una fase in cui la «terza economia più grande dell’eurozona» deve affrontare «sfide crescenti» tra cui «il rallentamento della crescita, l’inflazione e l’aumento dei costi per finanziarsi». Inoltre, prosegue il Financial Times, le dimissioni di Draghi hanno conseguenze rilevanti anche in politica estera in quanto segnano «una battuta d’arresto per l’alleanza occidentale contro l’invasione russa dell’Ucraina». Il giornale finanziario, infatti, evidenzia che «il leader italiano ha preso una posizione intransigente nei confronti di Mosca ed è stato un artefice chiave delle dure sanzioni contro il presidente russo Vladimir Putin».

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