Quello della formazione e del valore sociale dell’educazione, è stato il tema al centro di un webinar organizzato da Vises, onlus di riferimento di Federmanager, in collaborazione con l’Università Luiss Guido Carli.
Partendo dalla presa di coscienza che un’educazione di qualità, equa ed inclusiva per tutti può permettere a ciascuno di sviluppare le proprie capacità e alla società di promuovere lo sviluppo sostenibile, si è cercato di individuare le proposte innovative e le buone pratiche, dirette a ripensare l’organizzazione del tempo e dello spazio dedicato all’educazione, recuperando il valore dell’apprendimento e della motivazione e integrando modalità istituzionali con modalità extra istituzionali.
Questo per offrire a tutti un supporto alla propria realizzazione personale e professionale, date le continue e profonde trasformazioni tecnologiche, aziendali e culturali in atto. “Investire in formazione e valorizzare le persone è fondamentale e prioritario – ha commentato Giacomo Gargano, presidente di Federmanager Roma -. La nostra organizzazione ha organizzato diverse iniziative in questo senso. Inoltre abbiamo organizzato un sistema di realtà bilaterali, come ad esempio Formanager, istituito insieme con Confindustria, con lo scopo di reinserire nel mondo del lavoro chi l’ha perso”.
“Grazie ai nostri progetti, 16 manager disoccupati hanno svolto attività di consulenza. Investire in formazione e competenze è un atto di responsabilità sia per noi che per le prossime generazioni. La via della ripartenza del nostro Paese, dopo questa terribile crisi, passa per le competenze”, ha aggiunto.
“Interi settori si trasformeranno grazie al digitale. Per questo le Università hanno il compito di re-interpretare i percorsi formativi, innovando processi e strumenti di apprendimento, per far sì che le competenze rappresentino driver di sviluppo per una nuova economia. Spesso si dice che la formazione sia la chiave per il futuro. Lo è, ma una chiave la si può girare in due direzioni, e solo se la giriamo dalla parte della innovazione, riusciremo a guardare al futuro con maggiore consapevolezza”, ha dichiarato il direttore generale della Luiss, Giovanni Lo Storto.
“A causa dell’emergenza Covid-19, la scuola si è ritrovata al centro dell’interesse dell’opinione pubblica. La didattica e la qualità dell’istruzione interessano poco, non si ragiona in prospettiva. La scuola sconta oggi errori del passato e anche problemi organizzativi non risolti di altri settori della Pubblica Amministrazione”, ha affermato Antonello Giannelli, presidente dell’Associazione nazionale presidi.
“Bisogna garantire ai ragazzi una didattica di qualità, che li metta in grado non solo di crescere come persone, ma anche di orientarsi e inserirsi efficacemente nel mondo del lavoro. Non è un compito semplice, certo, ma abbiamo il dovere di assumere questo impegno perché alla scuola è legato il futuro dei giovani e del Paese”, ha aggiunto.
“Siamo di fronte a un’accelerazione tecnologica – ha osservato Marco Bentivogli, coordinatore di Base Italia ed esperto di politiche del lavoro – che prevede la necessità di radicare in tutti i contratti di lavoro il diritto soggettivo alla formazione esigibile lungo tutta la vita lavorativa. Bisogna evitare che il progresso lasci indietro le persone costruire un grande piano di reskilling con formazione adattiva e di qualità”.
Per Bruno Villani, presidente di Aldai-Federmanager, “la nuova normalità a cui siamo chiamati ha bisogno dei giovani così come ha bisogno di un approccio manageriale per vincere la sfida in cui tutti siamo impegnati. Solo uniti e coesi potremo farcela. E’ necessario pianificare cosa si vorrà essere nel futuro e tracciare la strada per arrivarci”.








