Se non ci pensa lo Stato, lo faranno le mafie. Federico Cafiero de Raho, Procuratore nazionale antimafia, ribadisce un concetto nell’intervista al quotidiano ‘Il Mattino’, a proposito dell’arrivo delle risorse del Recovery Fund in Italia: “Credo – dice – che una così ampia disponibilità di sostegni economici e di liquidità sia indispensabile per rilanciare gli appalti pubblici e fare in modo che l’economia possa riprendere il suo corso, a partire dal tema dell’occupazione. In assenza, si aprirebbero dei canali paralleli di credito della camorra, della mafia, della ‘ndrangheta che attendono situazioni di sofferenza dell’impresa per potersi infiltrare e acquisirne la gestione, mimetizzando la loro presenza. Le mafie – prosegue Cafiero de Raho – non hanno bisogno di contratti, il loro primo problema è collocare la liquidità di cui sono in possesso. Al punto che quando si appropriano di un’impresa, quando trovano cioè un soggetto economico attraverso il quale far passare con apparenza giustificativa questo denaro da ripulire, con false fatturazioni o false comunicazioni sociali, non si preoccupano se perdono il30% o il 40% del valore. Ben venga perciò un sostegno economico da parte dello Stato all’economia perché protegge le imprese dal mercato dei crediti paralleli mafiosi”.
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