La scelta fatta dal governo tedesco di agire in maniera indipendente sulla questione del gas. A sostenerlo è Stefano Fassina in un post su Facebook. «È un gravissimo atto sovranista la decisione del Governo Scholz di intervenire unilateralmente, con 200 miliardi di euro, per introdurre un tetto al prezzo del gas e dell’elettricità e soccorrere aziende e famiglie e alleviare i devastanti importi delle bollette. Sono 200 miliardi raccolti attraverso maggior deficit pubblico».
«È evidente che è una strada impercorribile per gli Stati con un debito pubblico elevato, tanto più in un contesto di innalzamento dei tassi di interesse da parte della Bce. Di conseguenza, si viene a determinare un’enorme, insostenibile alterazione al già squilibrato mercato unico europeo a danno delle nostre imprese, come delle altre imprese principali concorrenti delle corrispettive tedesche».
«“Così, la Germania attiva la sua potenza economica nella guerra dell’energia”, sostiene Christian Lindner, il ministro delle Finanze di Berlino. Vero. Purtroppo, con la decisione annunciata ieri, la Germania» ha osservato ancora l’ex parlamentare di LeU «la guerra la fa agli altri Stati e alle altre economie dell’Ue, non alla Russia. La Commissione europea deve immediatamente riattivare la disciplina sugli aiuti di Stato illegittimi e sanzionare l’iniziativa del Governo Scholz. La Germania deve tornare indietro e cooperare per una soluzione comune equa. Altrimenti, è la fine del mercato unico e diventano necessarie misure protettive a livello nazionale. L’intervento di ieri segue quello di 100 miliardi per il riarmo nazionale di qualche mese fa. Ma i “sovranisti” non sono quelli di destra?», ha concluso Fassina.








