«Data la debolezza della domanda e il basso livello dell’inflazione di fondo, il sostegno della politica monetaria è essenziale: dobbiamo evitare un inasprimento prematuro delle condizioni di finanziamento; vi è ancora un forte rischio di fornire uno stimolo monetario insufficiente. Soltanto un aumento duraturo delle pressioni inflazionistiche potrebbe giustificare una riduzione degli acquisti di titoli. Ma non è questo il quadro che emerge dalle previsioni che abbiamo pubblicato a marzo. E da allora non ho visto miglioramenti». Così in un’intervista a un quotidiano economico giapponese Fabio Panetta, membro del board esecutivo della Bce, allontana l’ipotesi di una riduzione degli interventi dell’Eurotower, prospettiva sulla quale crescono le pressioni di alcuni paesi.
Panetta, ricordando che la Bce discuterà dell’evoluzione del mercato nella «riunione di giugno, soprattutto alla luce delle nuove proiezioni relative all’inflazione di medio termine» non si esprime sulla possibilità di anticipare lo stop agli interventi o al contrario di proseguirli alla fine del periodo previsto, a marzo 2022: «Manca quasi un anno e in questo momento, dato l’elevato grado di incertezza, un anno è come un secolo».
Gli acquisti, ricorda il banchiere italiano, saranno condotti «in ogni caso finché non sarà conclusa la crisi legata al coronavirus. La rimozione delle misure di emergenza sarà possibile a fronte di una chiara evidenza circa la solidità della ripresa e l’emersione di pressioni inflazionistiche».
«Non mi sembra che le condizioni dell’economia giustifichino una riduzione degli acquisti; una discussione al riguardo sarebbe pertanto prematura. Le nostre decisioni non possono essere influenzate da narrative provenienti dall’estero. Devono essere guidate da dati convincenti sull’area dell’euro», conclude.
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