«Le turbolenze politiche all’interno della maggioranza culminate con la crisi del governo Conte sancita dal ritiro dei ministri di Italia Viva, non appassionano particolarmente gli italiani e i mercati finanziari». Lo sostiene Fabio Castaldi, Senior Investment Manager di Pictet Asset Management. A suo avviso «nonostante la situazione appaia di non facile soluzione e potenzialmente aperta a scenari pericolosi, come le elezioni anticipate, prevale la convinzione che la crisi possa essere pilotata nella direzione di un terzo governo Conte, supportato o dalla medesima maggioranza o da una maggioranza allargata ai parlamentari cosiddetti “responsabili”».
«Improbabile, allo stato attuale, un cambio di premier o un governo tecnico – aggiunge – e, ancor meno, lo scioglimento delle camere ed il ricorso al voto». Secondo Castaldi «in questo contesto e con questo scenario in mente, l’allargamento dello spread tra Btp e Bund è rimasto contenuto ad una manciata di punti base». «Qualora il ritorno alle urne diventasse lo scenario centrale – prosegue – stimiamo plausibile un ulteriore allargamento dello spread nell’ordine dei 40-50 punti base».
«Al contrario», spiega, «dovesse materializzarsi l’ipotesi ventilata di un governo “di scopo”, guidato da una figura di garanzia nei confronti esterni come quella di Draghi ad esempio, lo spread potrebbe proseguire la fase di restringimento, anche sotto i 100 punti base sul Btp a 10 anni». Si tratta, tuttavia, di uno scenario che «per essere efficace, richiederebbe un sostegno parlamentare allargato, condizione al momento poco verosimile».
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