Il collocamento record da 18,3 miliardi di euro del Btp Valore potrebbe essere solo la punta dell’iceberg di una corsa degli investitori retail italiani all’acquisto di titoli di Stato che potrebbe portare nelle tasche del Mef, nel corso di quest’anno, “oltre 120 miliardi di euro, tra mercato primario e secondario”, spiega a MF-Milano Finanza Erjon Satko, analista obbligazionario di BofA.
“Si tratta di un ritmo di acquisto simile a quello del 2023, che a sua volta è stato un anno da record”. Anche se “il valore si dovrà confrontare con il tasso della curva a tre anni: se sarà almeno 3,5%, sarà possibile che gli acquisti continuino con forza”. Le implicazioni sono notevoli: “Supponendo che il settore privato tenga costanti le detenzioni”, sottolinea l’esperto, “lo Stato italiano non avrebbe bisogno di rivolgersi, in termini netti, al mercato istituzionale. Le famiglie potrebbero essere in grado di soddisfare interamente il fabbisogno netto di titoli di Stato”.
Questo non significa ovviamente che il Tesoro non si rivolgerà più al canale istituzionale, ma che gli investitori al dettaglio saranno sempre più centrali nella strategia di via XX Settembre. Che quest’anno si sta confrontando con la necessità di emettere di più rispetto agli altri Paesi europei.
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