La notizia è che è partita a inizio luglio la prima selezione di reclutamento di talenti per i ”Leonardo Labs”, i laboratori di ricerca e sviluppo dedicati allo sviluppo di nuove tecnologie per il lungo periodo. Per il momento, le posizioni aperte sono 68 suddivise in sei differenti aree di attività con un processo di reclutamento riservato a ricercatori e ricercatrici con una laurea/dottorato di ricerca in discipline Stem e con comprovati skills.
Alla base dell’approccio di Leonardo una nuova consapevolezza: “La pandemia ha dimostrato la necessità di avere delle capacità tecnologiche da mettere al servizio del Paese nei momenti di emergenza. Capacità di calcolo, di elaborazione. Queste nostre competenze, che oggi applichiamo nei nostri settori di business, possono essere declinate anche al calcolo dell’impatto che un virus può provocare, tracciandone diffusione e pericolosità, valutando come applicare le tecnologie disponibili a questa necessità improvvisa. Anche questa è strategia”. Lo ha affermato, in un’intervista a ‘Libero’, Enrico Savio, responsabile dell’Unità Strategy & Market Intelligence di Leonardo, che ha il compito di definire le linee di indirizzo strategico e del posizionamento competitivo del gruppo. Nessuna ipotesi di abbandonare aerospazio e difesa, precisa, “siamo bravi in quello che facciamo e continueremo a farlo. Ma non possiamo rimanere prigionieri del manifatturiero, che oggi ci permette di avere le spalle economicamente forti per dedicare energie e pensare al futuro”.
“Il nostro Paese – ricorda – ha dei gap infrastrutturali da risolvere, basti pensare alla digitalizzazione. E un’azienda del perimetro dello Stato come Leonardo è in momenti come questo che deve offrire alla politica le risposte più adatte. Il ”Be tomorrow 2030” è stato pensato un anno fa ben prima che si palesasse la pandemia. Ci è stato chiesto di guardare avanti per immaginare una strategia aziendale, al di là dell’orizzonte”. Per Savio la diversificazione è una necessità: “Bisogna integrare la componente civile e declinarla trasversalmente a tutti i settori di business. Non dobbiamo cambiare ciò che siamo, ma adattare le nostre capacità alle richieste del mercato. Possiamo mettere a disposizione le nostre indiscusse capacita di ‘comando e controllo’ per elaborare e integrare i dati, valutare le analisi, raccoglierli, stoccarli e darne conto alle autorità del nostro Paese. Siamo bravi a farlo in molti settori, è una nostra specificità”.
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