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Enrico Giovannini (Ministro Infrastrutture): «Per il PNRR, i tempi di realizzazione delle infrastrutture si riducono da 15 a 5 anni»

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“Il rispetto dei tempi per il PNRR è fondamentale, la prospettiva sta cambiando sotto questo profilo. Il PNRR infatti cambia la logica che riguarda tutti gli attuatori”. Il ministro Enrico Giovannini, intervenendo al convegno “Etica e finanza pubblica: attuazione del PNRR e Benessere per i cittadini” promosso dalla Corte dei Conti e dall’Università Alma Mater di Bologna, sottolinea l’importanza dei tempi da rispettare per accedere ai fondi europei e le difficoltà che questa accelerazione può comportare.

“I tempi dovranno essere ridotti da 15 a 5 anni se vorremo realizzare le infrastrutture in coerenza e in conformità del PNRR. Il problema non riguarda solo le leggi, – osserva il ministro – ma come giustamente ricorda Giorgetti, anche i decreti ministeriali. Come ministero ci siamo posti esattamente questo problema: in questi mesi abbiamo approvato circa 90 decreti e speriamo entro la fine dell’anno di arrivare a 100”.

Una volta approvati i decreti ministeriali, il problema si sposta poi sulle amministrazioni locali: “Giocano in tutto questo un ruolo fondamentale gli enti locali, che sono gli attuatori effettivi dei progetti. Abbiamo raggiunto accordi con la Conferenza del regioni per territorializzare 23 miliardi”.

Un altro cambiamento epocale riguarda il sistema di monitoraggio e i definizione degli obiettivi da parte dell’UE: “Noi non saremo giudicati dall’Unione europea sulla spesa – afferma Giovannini -, ma sul rispetto degli indicatori di risultato. Quindi è un controllo di merito delle scelte. Bisogna trovare un sistema di monitoraggio delle politiche che vada al di là della capacità di spesa, ma che tenga sotto controllo anche tutto il processo attuativo, comprensivo del raggiungimento dei risultati finali. Si dovrebbero utilizzare degli algoritmi di intelligenza artificiale anche per prevenire i rischi che derivano dal fatto che, per esempio, un determinato comune non realizzi il risultato nei tempi. Si tratta di un monitoraggio predittivo che si applica a molti aspetti della nostra vita, noi vogliamo applicarlo al PNRR”.

Il discorso sul PNRR si arricchisce di un altro elemento fondamentale: l’innovazione. “Innovazione dei materiali, ma non solo. E’ fondamentale che ci siano le risorse umane, che sappiano accompagnare le scelte. Il Ministero ha istituito la PNRR ACCADEMY per formare i Responsabili Unici del Povvedimento, figure fondamentali per la corretta realizzazione dei risultati”, ribadisce il ministro delle infrastrutture.

Ma il PNRR non è l’unico strumento a disposizione. “Il Parlamento sta modificando la Costituzione, con il ritocco dell’art. 9 e 41, non solo in un’ottica ambientale, ma della salute. Le implicazioni di questa scelta è che dovremo considerare questi elementi nella legge delega sui contratti pubblici tenendo conto della sostenibilità ad ampio spettro. Anzi, il cambiamento profondo che ci chiede il PNRR, di non danneggiare l’ambiente, dovrà riguardare l’intera politica della spesa pubblica”, conclude il ministro Giovannini.

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