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Enrico Carraro (Presidente Confindustria Veneto): «Non si può proseguire con le proroghe del blocco licenziamenti. Serve una riforma delle politiche attive del lavoro»

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«Non si può proseguire con le proroghe del blocco dei licenziamenti, dobbiamo sfruttare questi mesi per riformare entro giugno gli ammortizzatori sociali e consentire a chi perde il posto di lavoro di riqualificarsi e trovare un’altra occupazione». Così in un’intervista a Repubblica Enrico Carraro, presidente degli industriali del Veneto e del gruppo di famiglia, risponde al segretario della Cgil Maurizio Landini, che ha chiesto la proroga del blocco dei licenziamenti per tutti fino a ottobre.

Carraro dice no alla richiesta dei sindacati perché «era giusto mantenere il blocco dei licenziamenti e la proroga della cassa integrazione in un periodo di emergenza, ma ora dobbiamo uscirne con una riforma delle politiche attive del lavoro».

«La priorità -spiega- non deve più essere la difesa del posto di lavoro, bensì la difesa dell’occupabilità dei lavoratori. Si deve investire nella formazione delle persone: chi perde un lavoro deve essere formato per trovarne un altro. È questa la sfida che abbiamo davanti».

«Anche in questo momento ci sono aziende che vanno molto bene e che avrebbero bisogno di assumere ma non trovano i lavoratori con le competenze adatte. Bisogna rinnovare i centri per l’impiego accanto ai quali consentire di operare alle aziende private che hanno il know-how necessario».

«Circola un’idea davvero sbagliata, e cioè che lo sport nazionale degli imprenditori sia quello di licenziare. Non è questo il nostro mestiere. Chi va bene ha bisogno di assumere, non di licenziare», precisa.

Per le imprese in crisi, prosegue, «come sempre ci saranno gli ammortizzatori sociali. Dobbiamo cambiarli e adattarli. Tutto questo si può fare entro pochi mesi, perché aspettare l’autunno? Dovremmo approfittare di questa situazione per cambiare i tempi, le nostre brutte abitudini».

Quando scadrà la moratoria, molte imprese si ritroveranno in difficoltà nel restituire i debiti contratti con le banche, «è un problema che dovrà essere affrontato. Penso, per esempio, a trasformare i crediti in equity, potrebbe essere una soluzione. Certo – conclude -, si deve impedire che le aziende finiscano in mani straniere».

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