Cambiare l’approccio allo studio per investire nelle pari opportunità di domani. L’obiettivo è quello di incentivare lo studio delle materie Stem (Science, Technology, Engineering and Mathematics) ‘ancora interdette’ alle bambine e alle ragazze, non per mancanza di capacità ma per uno stereotipo culturale di fatto.
L’analisi è della ministra per le Pari opportunità e la famiglia, Elena Bonetti, che, in un’intervista al Sole 24 Ore, definisce le priorità: “Occorre un piano straordinario per le competenze tecnologiche al femminile con una formazione differenziata per tutte le età – spiega – altrimenti senza competenze scientifiche e tecnologiche le donne saranno esduse dal lavoro del prossimo futuro e il gap aumenterà. Ma c’è anche una ragione di valore culturale: le competenze femminili quali il problem solving e l’attenzione agli aspetti emotivi sono fondamentali per l’intelligenza artificiale. O avremo un mondo tecnologico tutto pensato al maschile”. Per la ministra si tratta della ‘quarta gamba’ del piano a sostegno delle donne, “con la decontribuzione proposta da Italia Viva, gli incentivi all’imprenditoria e l’implementazione del Family act, del piano del mio ministero per il Recoveryplan”.
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