“Se l’assegno unico e universale è una priorità del governo, come credo, occorre metterlo al centro della riforma fiscale”, dice in un’intervista a “La Repubblica” la ministra per le Pari opportunità e la Famiglia Elena Bonetti.
Perciò “le risorse si possono e devono trovare. È un impegno preso davanti al Paese”, assicura. “La famiglia – spiega poi Bonetti – è un tema che unisce”, tanto che “per la prima volta si riconosce il suo ruolo imprescindibile” perché “la famiglia produce valore sociale, non certo assistenzialismo”, precisa la titolare del dicastero che aderisce al gruppo di Renzi, e che aggiunge:
“Italia viva con Luigi Marattin ha presentato un piano di riforma fiscale: 8 mila euro di minimo esente, semplificazione, tre aliquote. Porterebbe minore evasione e maggiore gettito e potremo abbassare le tasse. Poi c’è la lotta all’evasione. Le maggiori entrate saranno assicurate da una maggiore partecipazione delle donne al mercato del lavoro che il Family Act sostiene”.
Bonetti non esclude poi che “questa riforma possa avere un canale di accesso ai fondi europei del Recovery Fund, che d’altro canto si chiama Next Generation Eu. Sto lavorando – dice – per verificarlo. L’assegno universale non è un costo, ma un investimento per i figli e per il futuro. Se non fosse possibile, ricordo che il Recovery libera in ogni caso risorse. Molte di queste potranno convergere sull’assegno unico”.
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