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Ecco la strada in salita del politicamente corretto | L’analisi di Luca Ricolfi

“A giudicare da come ne parlano i suoi critici, parrebbe che quella del politicamente corretto sia un’ascesa irresistibile.

Forse non ci siamo ancora resi conto pienamente del fatto che proprio la sua aggressività e la sua pretesa di avere il monopolio del Bene e del Giusto stanno, poco per volta, producendo anticorpi che ne contrastano la diffusione e ne minano il prestigio”.

Lo scrive Luca Ricolfi sul Messaggero: “Non mi riferisco tanto ad alcune clamorose iniziative di qualche anno fa – dice l’editorialista – quello che ho in mente sono, piuttosto, alcune vere e proprie crisi di rigetto in atto da qualche tempo in Europa.

Al centro di tali crisi si trovano quasi sempre, direttamente o indirettamente, la lobby trans e i suoi attivisti.

Rispettati e coccolati per anni dall’establishment, dall’industria culturale, dagli apparati governativi, da qualche tempo questi gruppi di pressione incontrano resistenze sempre più grandi.

Nel Regno Unito, ad esempio, la principale lobby di questo tipo (Stonewall) ha perso l’appoggio delle principali istituzioni governative per l’intransigenza e il settarismo con cui ha provato a imporre i suoi codici etici e linguistici sui luoghi di lavoro, con gravi conseguenze (stigmatizzazioni e licenziamenti) su chiunque non ne condividesse l’ideologia.

Un pessimo servizio al prestigio della causa trans – sottolinea Ricolfi – ha fatto la pretesa dei maschi diventati femmine di gareggiare con le atlete donne, o di invadere gli spazio femminili nelle carceri (con relativi rischi di stupro per le detenute).

Ma il colpo di grazia all’ideologia trans è venuto dalla scoperta di gravi omissioni e leggerezze nelle strutture ospedaliere che si occupano di disforia di genere e cui spetta autorizzare l’avvio dei percorsi di cambiamento di genere basati sui bloccanti della pubertà e la somministrazione di ormoni cross-sex.

Come se non bastasse, nei giorni scorsi – evento più unico che raro – il cambiamento di sesso è entrato simultaneamente nel mirino della religione e in quello della scienza.

Il Papa lo ha condannato senza mezzi termini.

E alcune audizioni parlamentari – conclude – hanno documentato, sulla base di revisioni sistematiche della letteratura scientifica, la fragilità dei presupposti su cui, per anni, si sono fondate le pratiche di ‘affermazione del genere’”.

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