Sono almeno 100 le operazioni di m&a in stadio più o meno avanzato, che a oggi coinvolgono fondi private equity con target aziende italiane.
Emerge dal database di BeBeez, che censisce deal che vanno da puri ragionamenti iniziali da parte degli attuali soci e investitori a operazioni già impostate ma che ancora non hanno raggiunto una struttura definita.
La cosa interessante è che in ballo ci sono anche parecchi megadeal, su aziende valutate da un miliardo in su: BeBeez ne ha mappati 16 di queste dimensioni, più altri otto su aziende valutate almeno 400 milioni.
L’anno scorso BeBeez ha invece conteggiato 18 deal di private equity annunciati ufficialmente o conclusi su aziende con enterprise value di almeno 500 milioni di euro, che hanno avuto per protagoniste aziende italiane.
Di questo totale, 10 hanno riguardato aziende con EV di almeno un miliardo.
Nel 2022 i deal di questo tipo erano stati 20, di cui 12 avevano riguardato aziende con un EV di almeno un miliardo.
Dopo il rallentamento del m&a nel 2023, anno in cui si è registrato in Italia come in tutto il mondo un crollo del valore delle operazioni di m&a, proprio per una diminuzione drastica dei mega-deal, frenati dall’alto costo del denaro, il 2024 sembra predisposto per partire su basi diverse.
Senza dubbio l’operazione attesa più grande è quella sulla NetCo di Tim, per la quale è già stato firmato un contratto tra Kkr e il gruppo tlc per la cessione delle attività fisse di rete per 18,8 miliardi escludendo la controllata Sparkle e senza considerare eventuali incrementi di valore derivanti dal potenziale trasferimento di parte del debito a NetCo e da earn-out che potrebbero aumentare il valore sino a 22 miliardi.
Nei dettagli, però, il deal si deve ancora comprendere bene.
Riguardano il fronte infrastrutture anche altri mega-deal in arrivo.
Allo studio in casa F2i sgr, c’è il riassetto di 2i Aeroporti, mentre è stato annunciato l’avvio del processo di ipo per 2i Rete Gas.
In entrambi i casi si tratta di gruppi valutati circa 2 miliardi di euro, così come lo è Tangenziale Esterna, la società che gestisce la Tangenziale Est Esterna di Milano nota come A58-Teem, che fa capo ad Astm (controllato da gruppo Gavio e dal private equity paneuropeo Ardian) ead Autostrade per l’Italia (controllata da Blackstone e Macquarie).
Ancora più importanti, però, sono le cifre che circolano a proposito di altre operazioni.
In particolare in preparazione, ma probabilmente non ancora quest’anno, c’è la fusione tra il leader mondiale delle macchine automatiche per il packaging, cioè l’italiana Ima, e la concorrente americana ProMach.
L’idea è quella di far nascere un colosso da oltre 5 miliardi di euro di fatturato, da quotare a Wall Street entro il 2028, dopo che la banca d’affari americana Bdt&Msd Partners, da un lato, ha completato all’inizio dell’anno l’acquisizione del 49,8% del gruppo, valutato 6,5 miliardi, che fa capo alla famiglia del patron Alberto Vacchi; e, dall’altro lato, ha rilevato nel maggio 2023 il 50% dell’azienda Usa, andando ad affiancarsi al private equity californiano Leonard Green & Partners.
Si parla poi di 3 miliardi di euro di valutazione per Golden Goose, marchio di sneaker di lusso controllato dal private equity Permira che ne aveva acquisito il controllo da Carlyle, nel 2020, per circa 1,3 miliardi di euro.
Secondo indiscrezioni riferite da MF-Milano Finanza, la società intenderebbe raccogliere un miliardo di euro con la prossima quotazione.
Valutazione di 1,5-2 miliardi per Kiko, brand della cosmetica del gruppo Percassi, nel mirino di Advent, Carlyle, L Catterton e Kkr.
Alla ricerca di un investitore per una minoranza del Gruppo San Donato, holding del più grande polo privato italiano nel settore ospedaliero, è invece la famiglia Rotelli.
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