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Ecco il prossimo scenario europeo | L’analisi di Stefano Folli

“Esiste un nesso tra l’ipotesi di rivedere Ursula von der Leyen sulla poltrona di presidente della Commissione Ue e il cammino del premierato in Italia?”. Stefano Folli su Repubblica tratteggia il prossimo scenario politico europeo: “Al momento – scrive – nessuno, salvo il fatto che al crocevia c’è sempre Giorgia Meloni. Ma dopo il voto di giugno i due piani potrebbero intrecciarsi in modi persino imprevedibili. Intanto è evidente che per la Von der Leyen le probabilità tendono a ridursi di giorno in giorno. Non tanto per la vicenda Pfeizer e il caso degli sms compromettenti, quanto per la difficoltà oggettiva di combinare tra loro i pezzi del mosaico europeo.

È un gioco in cui l’Italia non ha, al momento, molte carte da mettere sul tavolo. Certo, è noto il desiderio della nostra premier di essere accolta nell’’establishment’ continentale, ma occorrono anche le condizioni favorevoli. Per adesso non ci sono, al di là dell’ottimo rapporto personale tra lei e la presidente della Commissione. Un governo di centrosinistra sarebbe contento di aggiungersi a Francia e Germania; un governo di centrodestra deve dimostrare al suo elettorato di aver modificato quell’assetto. Ne deriva che Macron – sottolinea Folli – non ha interesse ad agevolare le ambizioni della premier italiana.

Al contrario, ha interesse a ridimensionarla. Vedremo come si svolgerà il confronto: prima, è ovvio, sarà necessario guardare nelle urne e contare i suffragi. Ciò non significa che qualche riflessione non sia in corso già ora all’Eliseo e dintorni. Il fatto che il nome di Mario Draghi sia ricorrente — come presidente della Commissione ovvero, con maggiore probabilità, del Consiglio europeo — dice molto. E qui si viene al tema del “premierato”. Ricco d’incongruenze, a cominciare dalla tuttora indefinita legge elettorale, il progetto del governo è comunque arrivato in Commissione.

È ovvio che siamo solo ai primi passi, visto che a contare sono le quattro letture in aula, tutte da fare e ancora lontane. Tuttavia si tratta di un messaggio agli elettori. Giorgia Meloni vuole un argomento forte per dare l’impronta alla seconda parte della legislatura. Ovvero, ipotesi subordinata, per giustificare una rottura che potrebbe condurre alle elezioni anticipate. È un’altra partita a scacchi – conclude – tipicamente politica”.

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