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Ecco il nuovo piano sulla Banda Ultra larga, 5g in tutta Italia | Lo scenario

La strategia nazionale sulla Banda Ultra Larga viene aggiornata mettendo in campo 2,8 miliardi, con una quota importante delle risorse presa dal riposizionamento dei fondi del Pnrr: 1,5 miliardi sui quali serve anche l’ok europeo. La tecnologia del 5g non sarà confinata solo nelle aree intensamente abitate, ma coprirà tutta l’Italia. Sarà poi rafforzata l’efficienza delle comunicazioni, creando una rete di cloud di prossimità che renderà più veloce la gestione dei dati, liberando spazio sui flussi delle connessioni.

La transizione digitale è una delle sfide del Paese. La riorganizzazione di alcune delle strategie principali è stata al centro del Comitato interministeriale per la transizione digitale con il sottosegretario alla Presidenza Alessio Butti e il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. E presto approderà sul tavolo di Palazzo Chigi. Si tratta di interventi che incideranno concretamente nel prossimo futuro sulla vita dei cittadini.

È il caso del Wallet italiano, una sorta di portafogli elettronico nel quale potranno essere inseriti patente, tessera sanitaria, carte di credito e che il governo punta a realizzare entro un anno, prima dell’analogo strumento europeo. Ma la riunione è servita anche da dare slancio del fascicolo sanitario elettronico, che dopo l’ok del garante della privacy riparte nella sua operatività. Ci sono poi lo scambio di dati in rete tra amministrazioni pubbliche e un approccio, attento alla parte etica, sull’Intelligenza Artificiale con il varo di un venture capital per sostenere le Pmi innovative.

Ma oltre ai servizi quello che conta sono le infrastrutture, con 1,5 miliardi in più che arrivano sulla Banda Ultra Larga, portando il totale a 2,8 miliardi, non proprio noccioline. Una revisione che, dopo aver passato il vaglio del Cdm, dovrà ottenere anche il placet della commissione europea. Ma che, proprio perché utilizza fondi del Pnrr, dovrà vedere risultati entro il 2026. Si parte dalla estensione della copertura della rete mobile 5G (stand alone) all’intero territorio nazionale e non solo alle aree cosiddette “a fallimento di mercato”.

Si guarda poi alla copertura del Paese con reti fisse e mobili di ultima generazione, con capacità pari o superiore a 1 Gigabit/s. Tradotto significa un miliardo di bit in un secondo, una potenza tale da poter consentire teleconferenze, scambio dati e molto altro in sicurezza. Ma l’altra novità è la creazione di una rete di Edge Cloud Computing. È la creazione di una rete di archivi informatici (cloud) di prossimità: un’idea che migliora i tempi di risposta, risparmiando sulla larghezza di banda. In sostanza è un passo avanti in termini di efficienze delle reti, perché si u9ujn ottimizzano le prestazioni in prossimità dell’utente, che vede l’Italia come primo Paese pronto alla realizzazione in Europa.

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