Su Repubblica Carlo Cottarelli commenta il documento del Fmi dopo la sua missione in Italia. “Tre punti sono particolarmente rilevanti. Il primo riguarda il destino del Superbonus e, in generale, dei bonus edilizi. La spalmatura che Giorgetti ha portato avanti riguarda una parte molto limitata del costo totale. L’Fmi è molto più tranchant: «Terminating housing renovation subsidies». Ma perché questo abbia un impatto significativo sui conti la frase dovrebbe essere interpretata in senso retroattivo, coinvolgendo i bonus già erogati. Sinceramente mi sembra che, per quanto il Superbonus sia stato disastroso, una sua revisione ex post di queste dimensioni recherebbe un grande vulnus alla credibilità dello Stato italiano. Il secondo punto riguarda la velocità di aggiustamento dei nostri conti pubblici.
Concordo col Fmi che il punto di arrivo di questo aggiustamento deve essere un avanzo primario vicino al 3% del Pil. Il Fondo dice però che questo obiettivo deve essere centrato entro il 2026, nonostante si parta da un deficit primario dello 0,4% del Pil nel 2024: un aggiustamento di oltre tre punti percentuali in due anni. Io – prosegue Cottarelli – sarei contento se la politica di bilancio nei prossimi anni fosse coerente con quanto richiesto dalle nuove regole europee sui conti pubblici”, che “richiedono un miglioramento dell’avanzo primario dello 0,5% l’anno.
Il terzo punto riguarda il Pnrr. Il documento del Fmi sostiene che, una volta completato il Pnrr, occorrerebbe avere un nuovo piano perché la strada da percorrere è ancora lunga. Su questo non ci piove. La ripresa è stata ottenuta, ma siamo ancora lontani dal raggiungere la resilienza. Questo però non deve comportare posticipare la realizzazione delle cose che ci siamo impegnati a fare entro il 2026. Comporta impegnarci a fare altre cose dopo. Rinunciare ora agli obiettivi fissati rinegoziando ancora il Pnrr è sbagliato”.
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