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Ecco gli errori da evitare sul PNRR | L’analisi di Sabino Cassese

Quali errori è necessario evitare nell’ambito del Pnrr? A evidenziarli è il giurista Sabino Cassese, sul Corriere della Sera. Al momento, «i progetti in difficoltà sono principalmente quelli che riguardano, direttamente o indirettamente, il territorio: linee ferroviarie, efficienza energetica, asili nido e scuole per l’infanzia, case e ospedali di comunità, misure per fronteggiare il rischio idrogeologico, fognature e depurazione. Complessivamente, le maggiori difficoltà si segnalano nelle procedure delle opere pubbliche e dell’acquisto di beni e servizi, dove si è speso meno del 10 per cento».

«Come sempre, vi sono forti differenze tra gli apparati pubblici. Esteri, industria e ambiente vanno bene, tra i peggiori sono cultura, salute, agricoltura, università e turismo. Se si prende come punto di riferimento la spesa complessiva realizzata, questa è di poco superiore a un decimo. Conseguenza: l’ultima rata erogata dall’Unione europea per il piano di ripresa è la seconda, incassata nel novembre dello scorso anno. Sono state inviate richieste di pagamento per la terza e quarta rata. Individuare i colli di bottiglia è difficile perché è scarsa la capacità diagnostica. Per analizzare le cause, bisogna innanzitutto evitare tre errori. Il primo è quello di prendersela con il governo, secondo il modello «piove: governo ladro».

«Questo è un facile esercizio. Chi lo fa ignora che i mali della inefficienza del settore pubblico ce li portiamo dietro da molto tempo. Il secondo errore da evitare è quello di attribuire l’incapacità realizzativa esclusivamente alle procedure: è illusorio pensare di agire solo con ritocchi procedurali, snellendo i processi di decisione. Il terzo errore è quello di ritenere che la capacità amministrativa aumenti aumentando il personale. Occorre piuttosto ridare dignità al vertice amministrativo, continuando con meccanismi di incentivazione e di progressioni di carriera per i più giovani e capaci, affidando le sorti dell’amministrazione ad un’élite amministrativa selezionata in base al merito».

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