Nonostante la volatilità sul mercato del debito europeo post elezioni, due importanti investitori nel mercato del debito mondiale, il co-fondatore di Pimco Bill Gross e Jp Morgan Asset Management, si sono espressi dopo il voto a favore di un investimento nel debito dell’Eurozona piuttosto che in quello Usa. Certo, tutta l’attenzione è ora concentrata sull’esito delle elezioni anticipate in Francia il 30 giugno, successive all’avanzata dell’estrema destra nel Paese. Il giudizio dei due pesi massimi degli investimenti globali deriva però in linea di massima da due considerazioni che prescindono dal voto francese.
Da un lato le elezioni quest’anno sono un tema finanziario forte e i mercati si attendono un aumento della volatilità man mano che ci si avvicinerà a novembre, mese del voto Usa.
Dall’altro, secondo le attese degli analisti, né un secondo mandato di Joe Biden né un secondo di Donald Trump andranno nella direzione di una riduzione del bilancio dello Stato: e questo è un tema importante per gli investitori obbligazionari. Giacomo Alessi, analista obbligazionario di Finint Private Bank, ricorda che la situazione in Eurozona resta complessa. L’analista considera con interesse al Btp a 10 anni che viaggia con un rendimento attorno al 4%. Guardando all’Eurozona, il bond governativo francese con scadenza nel 2033 rende per esempio il 3,2% lordo, mentre il Btp Futura al 2030 il 3,83% lordo a scadenza.
Qualche punto in più si può trovare con i governativi della Romania al 2037 che rendono poco meno del 6%. Anche nel mondo credito, riprende Alessi, ci sono “occasioni sui titoli accessibili alla clientela retail. Da non sottovalutare i bond a scadenza corta che, oltre ad offrire rendimenti alti, non lasciano grosse preoccupazioni sui cambiamenti dei tassi”. Un titolo che potrebbe essere interessante in tal senso è Frankfurt Airport, scade nel 2032 e rende a scadenza il 4,2% lordo, mentre Alperia Green al 2029 rende il 4,59% e il titolo di debito Tim (per il retail, scadenza nel 2033), rende il 5,3%. Il bond emesso da Carraro con scadenza nel 2028 rende, infine, lordo, il 6,25%.








