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Difesa britannica: il governo rinvia l’aumento della spesa militare mentre crescono i rischi | Lo scenario del Times

A giugno John Healey lasciava la Difesa perché Starmer non si impegnava sul 3% del Pil. Oggi, al Tesoro con Burnham, accetta di far slittare la decisione. Lo denuncia il Times.

L’11 giugno John Healey si dimetteva da ministro della Difesa britannico con una lettera dai toni urgenti indirizzata al primo ministro Keir Starmer.

“Sono certo che una data di riferimento per il 3% del Pil alla difesa nel 2030 sia ciò che la Gran Bretagna deve fissare”, scriveva, aggiungendo di essere “costretto a prendere decisioni che ridurrebbero la prontezza delle nostre forze, aumenterebbero i rischi per il personale in operazione e renderebbero il Paese meno sicuro”.

Quell’uscita di scena fu il colpo di grazia per l’autorità di Starmer, che annunciò le proprie dimissioni undici giorni dopo e fu sostituito a Downing Street da Andy Burnham.

Oggi Healey è cancelliere dello Scacchiere, ricompensato da Burnham per aver dato il colpo decisivo al predecessore.

Ma, come sottolinea il Times in un editoriale dal titolo eloquente, “About Turn!” (Dietrofront!), sul tema che lo aveva spinto a lasciare il governo ha fatto un passo indietro.

Secondo il quotidiano londinese, Burnham starebbe valutando di rinviare fino all’autunno del prossimo anno qualsiasi decisione su un aumento della spesa militare, facendola coincidere con la revisione triennale della spesa dei ministeri, così da creare un unico appuntamento di bilancio.

Un rinvio che il giornale definisce “un venir meno al proprio dovere” da parte di Healey e dell’intero esecutivo.

Il nodo è il tempo.

La modernizzazione e l’espansione delle forze armate richiedono anni e, se il Paese vuole fronteggiare la minaccia della Russia, e forse della Cina, negli anni Trenta, il lavoro deve cominciare ora.

Ciò significa far crescere il bilancio della difesa di quest’anno, pari a 68,3 miliardi di sterline, più rapidamente di quanto previsto dal piano di investimenti del governo.

Nella stessa lettera di dimissioni Healey avvertiva che, senza nuovi fondi, la spesa sarebbe salita soltanto al 2,68% del Pil.

E nemmeno quell’obiettivo è interamente coperto: servono 4,7 miliardi di sterline solo per far quadrare il piano ridotto.

L’anno scorso il capo di Stato maggiore della Difesa, l’Air Chief Marshal Sir Richard Knighton, aveva segnalato un buco di 28 miliardi nei programmi finanziari del ministero per i successivi quattro anni.

Le esigenze sono numerose.

Secondo il Times, i depositi di munizioni britannici sono vuoti almeno per metà e le difese aeree terrestri sono deboli.

Gli equipaggiamenti risultano spesso fuori uso per carenza di ricambi e arretrati di manutenzione.

Nessuno dei sottomarini d’attacco a propulsione nucleare della Royal Navy è attualmente in missione e solo tre dei sei cacciatorpediniere Type 45 sono disponibili.

Il Type 83, destinato a sostituirli come scorta delle portaerei e piattaforma di difesa missilistica, è stato abbandonato a favore di tecnologie basate su droni non ancora collaudate: un taglio “molto imprudente” mascherato da progresso, secondo il quotidiano.

Anche l’opposizione non convince.

I conservatori promettono il 3% entro il 2030, ma non governano.

Il loro “Britannia Shield”, risposta all’Iron Dome israeliano presentata al congresso del partito, ha un prezzo “sospettosamente arrotondato” di 10 miliardi di sterline.

In realtà una rete a copertura dell’intero Regno Unito e delle basi britanniche all’estero costerebbe molto di più: quest’anno il generale Sir Richard Barrons, coautore della revisione strategica della difesa del 2025, ha spiegato ai deputati che anche un Iron Dome “di base” costerebbe 80 miliardi in dieci anni.

Il Times paragona Burnham al Micawber di Dickens, sempre in attesa che “qualcosa salti fuori” per rimandare il giorno in cui la spesa per la difesa dovrà aumentare.

Quel qualcosa è la crescita economica, che potrebbe arrivare o meno nei tempi sperati.

L’unica certezza, conclude il giornale, è il bisogno di un Paese adeguatamente difeso, e il suo finanziamento non può attendere un momento di più.

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