Analisi, scenari, inchieste, idee per costruire l'Italia del futuro

Davide Iacovoni (capo direzione debito pubblico Mef): «Sarà l’anno dei green bond»

Cerca
ANALISI E SCENARI
OSSERVATORIO IDEE
OSSERVATORIO IMPRESE

Si chiude l’anno delle emissioni record per fronteggiare la pandemia, si apre il 2021 con il lancio, ormai imminente dei green bond e con l’addio ai Ctz visti i tassi sprofondati.

Il tutto sempre con la presenza rassicurante della Bce, che ha avuto un ruolo fondamentale per la sopravvivenza dei Paesi europei durante la pandemia. Non solo ha fatto scendere i tassi, ma soprattutto ha coperto, e continuerà a coprire, il fabbisogno aggiuntivo necessario per la crisi.

Davide Iacovoni, capo della direzione del Tesoro per il debito pubblico, annuncia le nuove linee guida per il 2021. «Continueremo a garantire l’emissione passando a un nuovo strumento più flessibile e con cedola, il Btp short term, con scadenza fra i 18 e 30 mesi». Il Tesoro, infatti, si arricchirà delle opportunità per raccogliere liquidità, funzione finora riservata alle tradizionali operazioni di tesoreria ‘Optes’ svolte da Bankitalia. Via XX Settembre potrà operare direttamente sulla piattaforma Mts come controparte nei “pronti contro termine”, o repo, le aste in cui si riceve liquidità a fronte della garanzia di titoli: avrà più controparti e scadenze a disposizione. Cambiamenti in vista sulle tipologie di emissioni, con l’addio, sempre nel 2021, ai titoli a cedola zero a due anni, i vecchi Ctz spiazzati da tassi che la Bce ha mandato sotto zero.

Iacovoni ha annunciato che, sempre nel 2021, ci sarà almeno una emissione Btp futura con scadenza non inferiore 8 anni. L’attenzione del Tesoro verso i risparmiatori rimane alta, per il Btp Italia, che non vede titoli in scadenza da rinnovare nel corso d’anno ed è penalizzato dalla bassa inflazione, “valuteremo ma non la diamo per certa”. La principale novità del 2021, soprattutto, è il green bond, strumento potenzialmente disponibile anche per i risparmiatori, da valutare in corso d’anno.

Nonostante un debito record, vicino al 160% del Pil, e volumi record durante la pandemia, con quasi 552 miliardi emessi nel 2021, il Tesoro ha potuto comunque abbassare il costo medio delle nuove emissioni, portandole dallo 0,93% del 2019 sotto lo 0,60%, e dello stock di debito (circa il 2,40%), allungando la vita media a quasi sette anni.

Questa strategia messa in campo per ridurre il rischio di rifinanziamento, è stata resa possibile dall’Eurosistema che, con gli acquisti di Bce e Bankitalia, ha coperto praticamente tutto il fabbisogno aggiuntivo dell’Italia, comprando oltre 210 miliardi nel 2020, e programmando lo stesso nel 2021, dopo il rilancio del programma pandemico Pepp a dicembre.

SCARICA IL PDF DELL'ARTICOLO

[bws_pdfprint display=’pdf’]

Iscriviti alla Newsletter

Ricevi gli ultimi articoli di Riparte l’Italia via email. Puoi cancellarti in qualsiasi momento.

Questo sito utilizza i cookie per migliorare l'esperienza utente.