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Andrea Costa (sottosegretario Sanità): «Se non raggiungiamo gli obiettivi parleremo di obbligo vaccinale»

Si avvicina settembre, e così anche il termine per il raggiungimento dell’obiettivo dell’80% della popolazione vaccinata. Andre Costa, sottosegretario alla Sanità ed esponente di Noi con l’Italia, comincia a prendere in considerazione l’idea, qualora la soglia non venga raggiunta o superata, che si imponga l’obbligo vaccinale «almeno per alcune categorie»

«Gli italiani» aggiunge «hanno dimostrato grande disponibilità alla vaccinazione e ad oggi oltre 39milioni di cittadini hanno ricevuto la prima dose. In questo senso, non credo che i novax siano la maggioranza, la maggior parte di chi non si è ancora vaccinato invece ha dubbi e paure, motivo per cui per ora è necessario far capire a queste persone l’utilità e la sicurezza dei vaccini, sottolineando a livello di comunicazione che ad oggi le terapie intensive sono occupate per lo più da non vaccinati giovani, mentre i più anziani vaccinati non subiscono conseguenze gravi. Ma senza acuire lo scontro e senza trasformarlo in argomento da tifoseria, altrimenti si rischia di creare un problema più grande di quel che è».

Inoltre, evidenzia che il Green Pass va «rafforzato, rendendolo obbligatorio per quei servizi dove deve essere garantita la continuità, per ridare ai cittadini quei servizi in presenza che spesso sono anche diritti della collettività».

Sulla sua possibile estensione poi precisa: «Il ministero della Salute ha fatto istanza scritta al Comitato tecnico scientifico per sapere se ci siano evidenze scientifiche che consentano di prolungare la durata del Green Pass e siamo in attesa di risposta. Le prime indiscrezioni lasciano presagire che si arrivi a dodici mesi. Vedremo le risultanze ma è importante dire che questa non sarà una scelta politica ma una decisione basata sulle evidenze scientifiche».

E il terzo richiamo del vaccino?

«Tra un paio di settimane l’Agenzia Europea del Farmaco (Ema) si pronuncerà sulla terza dose. Poi seguirà l’Agenzia Italiana del farmaco. Anche qui: dalle indicazioni che abbiamo è ragionevole pensare che servirà un terzo richiamo, a partire dagli anziani e dai più fragili – e che verrà somministrata a dodici mesi dalla data della seconda dose e per gli over60, invece, AstraZeneca è un vaccino assolutamente utilizzabile e in caso di terza dose, il vaccino AstraZeneca potrà comunque ampiamente essere somministrato».

Che fine ha fatto il vaccino italiano Reithera?

«Nel mondo sono partite oltre cento sperimentazioni per un vaccino antiCovid. Di queste, solo 4 sono arrivate in fondo. Su Reithera credo che l’azienda voglia continuare la ricerca. Non dobbiamo però dimenticare che parliamo di un vaccino adenovirale, dello stesso tipo di AstraZeneca, un vaccino che nasce già con qualche dubbio addosso».

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