Costa (Ministro dell’Ambiente): «Tagli da 2,8 miliardi a sussidi dannosi per l’ambiente»

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Un intervento da 2,8 miliardi sui sussidi ambientalmente dannosi, di cui “2,67 miliardi riferibili al differente trattamento fiscale tra benzina e gasolio”, ma “chi oggi ne gode dovrà poter ricevere, per uguale valore, sussidi ambientalmente favorevoli, anche perché “non vogliamo che l’eliminazione graduale di incentivi sia percepita come un modo per fare cassa”. Lo propone il ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, in un’intervista al Sole 24 Ore in cui promette alle aziende una serie di incentivi per la transizione green.

“Le opzioni su cui stiamo lavorando sono molteplici. Dalla riduzione del costo del lavoro per le imprese ecosostenibili a canali di finanziamento dedicati, sul modello di quanto fatto per le imprese nelle zone economiche ambientale, le Zea, ai green bond su cui stiamo lavorando con il ministero dell’Economia”, spiega Costa.

“Occorre però sostenere le imprese nell’ottenere le certificazioni ambientali, che l’Ue richiede, come l’Ecolabel e l’Emas e come il marchio da noi promosso ‘made green in Italy’, che rappresentano chiavi di accesso fondamentali per il Recovery Fund”. Nel Recovery Plan “non possono mancare dissesto idrogeologico, erosione delle coste, depurazione delle acque, mobilità. Sono gli asset sui quali si gioca il futuro del Paese”, sottolinea Costa. Il gruppo di lavoro al ministero sulla finanza green “ha elaborato, grazie al confronto con sette grandi banche e con il supporto di Consob e Banca d’Italia, un sistema di rating ambientale: in pratica chi chiederà un prestito alle banche potrà far valutare il proprio progetto al ministero per valutare l’impronta ecologica”, spiega Costa.

“Se il progetto è virtuoso dal punto di vista ambientale, avrà accesso a canali di finanziamento dedicati, a tassi agevolati. Ora sta partendo la sperimentazione con le banche aderenti”.

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