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Claudio Durigon (sottosegretario Mef): «Cartelle esattoriali rinviate al 30 aprile. Stiamo lavorando per cancellarne 65 milioni per il periodo 2000-2015»

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Claudio Durigon, deputato leghista, sottosegretario all’Economia, nel governo guidato da Mario Draghi, è stato intervistato da Daniele Capezzone sul quotidiano La Verità.

Il deputato leghista esordisce subito parlando del Decreto Sostegno. «Lo scriva, mettiamo nel nostro primo provvedimento, come indennizzi alle aziende, quello che il vecchio governo aveva messo in ben quattro provvedimenti. La differenza è enorme. Esce in settimana, stiamo valutando in queste ore gli ultimi aspetti tecnici».

10 miliardi i soldi destinati, ammontare che supererebbe la cifra totale, destinata dal governo Conte, dei soldi destinati nel 2020 a sostegno delle aziende. «Non solo, ma il provvedimento sarà aperto a tutte le aziende, a tutte le attività. Finisce finalmente la questione dei codici Ateco, ed è un grande passo in avanti, che tantissimi ci avevano chiesto. Le aziende e le partite Iva che saranno interessate da questi indennizzi dovrebbero essere 2,8 milioni. Questa cosa di far saltare i codici Ateco è importantissima».

Cambia il criterio di accesso ai ristori. «Il raffronto sarà tra l’anno 2019 e l’anno 2020: quindi su base annuale. Serve 1133% di perdita, e questa perdita annuale sarà suddivisa per 12 mesi. La quota mensile sarà moltiplicata per due, e quello sarà il ristoro una tantum».

Nel decreto Sostegno sarà inoltre introdotta la cassa integrazione per artigiani e autonomi, che si aggiunge anche alla quasi certa proroga del divieto di licenziamento, fino al 30 giugno. «Certo, stiamo ragionando e facendo valutazioni su alcuni settori. Penso a un cantiere edile: se il cantiere finisce la sua attività, mantenere il divieto di licenziamento sarebbe abbastanza strano. Cercheremo dunque di ridurre alcuni vincoli: nelle prossime ore avrò un incontro con il ministro del Lavoro».

Durigon non esclude un nuovo rifinanziamento del reddito di cittadinanza, ma soprattutto del reddito di emergenza e auspica di poter in qualche modo di trovare un compromesso sul “cashback”, che però «è una pratica già avviata, che ci siamo trovati sul tavolo».

Sulla parte fiscale il governo sta procedendo verso il rinvio delle cartelle esattoriale di qualche mese. Secondo il sottosegretario al Mef, è solo il primo intervento in questa direzione. «Quando siamo arrivati, non era purtroppo stato deciso alcun rinvio dal governo precedente. È stata la prima cosa a cui mi sono e ci siamo dedicati. E abbiamo scelto il 30 aprile come termine di rinvio, legando la cosa alla durata dello stato di emergenza».

Probabile quindi una proroga, di pari passo con lo stato di emergenza. Ma è sulla cancellazione delle cartelle esattoriali più piccole e vecchie, relative al periodo compreso tra il 2000 e il 2015, che si gioca una partita importante. Nell’ultima bozza del decreto Sostegno ci sono diverse ipotesi sul costo di dell’operazione: cancellare le cartelle fino a 3.000 euro , al costo per lo Stato di 730 milioni), oppure quelle fino a 5.000 (930 milioni), fino a 10.000 (1,5 miliardi), fino a 30.000 (2 miliardi), fino a 50.000 (2,3 miliardi). «Si sta ancora ragionando. In queste ore rivedrò il direttore dell’Agenzia delle entrate. Un’ipotesi è quella che riguarda le cartelle fino a 5.000 euro. Tenga presente che, su un monte di 137 milioni di cartelle, in questo modo se ne eliminerebbero circa 65 milioni».

Durigon sottolinea che non si tratta di «condono», ma di «messa a punto dell’archiviazione da parte dell’Agenzia». E cioè «somme che non verrebbero mai pagate, e anche di persone a cui occorre consentire di rimettersi in gioco».

Per quanto riguardo invece il periodo 2016-2020? «Stiamo ragionando su diverse soluzioni, anche agendo sulla mora e sulle sanzioni: mi auguro sia possibile un alleggerimento in tal senso, cioè su sanzioni e interessi, per uno o due anni tra il 2016 e il 2020. Confidiamo anche nell’iter parlamentare e nella spinta che ci potrà essere nel corso della discussione in Parlamento», conclude Durigon.

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