«Tutte le economie rallentano, ma se la Germania ha il segno meno, l’Italia ha il segno più». Lo dice il ministro per i Rapporti col parlamento, Luca Ciriani, al Corriere della Sera. Rispetto al Pil allo 0,7% «prima di giudicare bisogna aver letto i numeri degli altri partner. La Germania è in recessione, mentre l’Italia cresce nonostante guerre e bollette», sostiene. «Non è poco. Abbiamo messo in sicurezza i saldi di finanza pubblica nonostante le dimensioni del debito e usato lo scostamento di 15 miliardi per rafforzare il potere d’acquisto delle fasce meno alte. L’obiettivo è far crescere l’economia. Con i 100 miliardi del Superbonus avremmo potuto fare tante cose».
Parlando della piazza dei sindacati contro il taglio alle pensioni pubbliche Ciriani afferma: «Abbiamo stanziato 8 miliardi per i dipendenti pubblici e della sanità e siamo disposti ancora a dialogare, ma la coperta è corta. La Cgil ha annunciato lo sciopero prima di vedere i contenuti. La Cisl è più responsabile. Ma nessuno capirebbe lo sciopero generale. Nessuno intende stoppare» gli emendamenti: «La maggioranza si è autolimitata» spiega il ministro «per dare un segnale di serietà e compattezza. Le opposizioni avranno il tempo per fare i loro emendamenti». Che saranno bocciati, gli viene chiesto: «Loro fanno il loro mestiere e noi il nostro».








