Il ministro Colao ha annunciato la digitalizzazione di ben 14 certificati: sarà possibile scaricarli direttamente sul proprio computer purché si sia provvisti dello Spid.
Sembra una buona cosa che ci farà risparmiare tempo, evitare file agli sportelli e incidenti burocratici sempre possibili. Sì, però c’è da chiedersi: servono questi 14 certificati?
Molti di essi non esistono proprio nei paesi civili, dove spesso basta una bolletta della luce per certificare l’indirizzo della propria abitazione e comunque la carta d’identità o la patente di guida o il passaporto sono sufficienti a certificare tutto ciò che è necessario.
Per farsi un’idea dell’inutilità di molti certificati, basta ricordarli per nome, come annunciato dal Ministro: nascita, matrimonio, cittadinanza, esistenza in vita (!), residenza, residenza Aire, stato di famiglia, stato di famiglia Aire, stato di famiglia con rapporti di parentela, stato libero, anagrafico, di unione civile e di contratto di convivenza.
Non era meglio abolire del tutto questi inutili certificati e concentrare le informazioni necessarie sulla carta d’Identità, che per altro dovrebbe essere elettronica?
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