“L’Europa è un gigante addormentato. Il suo potenziale è enorme, ma i cambiamenti necessari per liberarlo non lo sono”. Per farlo “si parte dal Mercato Unico”.
Lo ha ribadito la presidente della Bce, Christine Lagarde, parlando a Washington dove ha ricevuto il premio alla carriera Paul A. Volcker 2026 durante la 42esima Conferenza annuale di politica economica della Nabe (National Association for Business Economics).
“Sulla carta è il più grande mercato dei consumatori nel mondo avanzato, con 450 milioni di persone. Nella pratica, resta profondamente frammentato. I servizi oggi rappresentano tre quarti dell’economia europea. Eppure il commercio intra-UE di servizi vale solo circa un sesto del Pil – più o meno quanto il nostro commercio di servizi con il resto del mondo. Le barriere sono più alte proprio dove fanno più danni: nei servizi digitali, che guideranno l’innovazione, e nei mercati dei capitali, che devono finanziarla ma ciò che colpisce è l’effetto leva: piccoli cambiamenti di policy possono sbloccare guadagni di crescita molto grandi” – aggiunge – “Un’analisi della BCE mostra che, se le barriere interne fossero basse in tutti gli Stati membri quanto lo sono nei Paesi Bassi, il commercio all’interno dell’Unione potrebbe aumentare di quasi il 15% nei servizi e del 4% nei beni, con effetti sul Pil circa quattro volte superiori alle perdite stimate dai dazi Usa”.








