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Christine Lagarde (Bce): «La pandemia è uno tsunami che cambierà l’economia per sempre»

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Uno tsunami che si è abbattuto improvvisamente sul mondo all’alba di questo 2020 e che cambierà del tutto l’economia, il modo di lavorare, la vita delle persone e che purtroppo farà aumentare anche le disuguaglianze.

Questi gli effetti dirompenti del Covid-19 messi in evidenza dalla presidente della Bce, Christine Lagarde, in un webinar dal tema ‘Attuare un modello di crescita alternativo’.

Il coronavirus “cambierà profondamente la struttura della nostra economia, ci sarà un’accelerazione verso la digitalizzazione, i settori dei servizi e della manifattura saranno organizzati in modo diverso, con quest’ultimo che vedrà un aumento della robotizzazione” a discapito della filiera e “lo smart working cambierà il nostro modo di lavorare, per cui ci saranno cambiamenti nel modo in cui viviamo, produciamo e vendiamo”, spiega la numero uno della Bce.

Si dice però “fiduciosa che l’Europa sarà in grado di gestire questa immensa trasformazione” anche se “occorrerà trovare nuovi strumenti per finanziarla”. Ma Lagarde avverte anche che ci dobbiamo aspettare “un aumento delle disuguaglianze che avranno delle conseguenze a livello macroeconomico e sociale” e questo “è un fatto che si registra con tutte le grandi crisi”, fa notare.

Tra i cambiamenti in atto Lagarde spiega che negli Stati Uniti la maggior parte delle AZIENDE pensa ormai di far lavorare i dipendenti “almeno un giorno o due giorni da casa”, in smart working, piuttosto che in ufficio.

Che nel commercio “c’e stata un’accelerazione dall’inizio dell’anno dei pagamenti online, che porterà ad una evoluzione di questo metodo di pagamento a spese di quelli tradizionali e del commercio tradizionale” e “tutto questo porterà ad un modo di vita più sostenibile ed ecologico”.

Nel frattempo in questo quadro “in termini di politica monetaria”, fa presente l’ex direttrice del Fondo monetario internazionale, “dobbiamo affrontare cambi strutturali che possono avere un impatto sull’inflazione” per cui “la politica monetaria della Bce dovrà essere accomodante” e sottolinea che l’Eurozona dovrà affrontare due anni di pressione al ribasso sui prezzi.

“Il passaggio a nuovi modelli economici sarà dirompente, saranno probabilmente più dirompenti nei primi due anni, naturalmente colpiranno l’occupazione e la produzione, e poi si spera che migliori la produttività”, spiega. “Quindi ci sarà un impatto sulla dinamica dell’inflazione: all’inizio probabilmente di tipo disinflazionistico e deflazionistico, e poi una dinamica d’inflazione”.

Sempre in termini di politica monetaria, Lagarde ribadisce anche che la decisione della Corte costituzionale tedesca di Karlsruhe di chiedere chiarimenti sul Qe “non rappresenta una minaccia per la Bce perché la Bce è soggetta alla giurisdizione della Corte europea di giustizia”.

E aggiunge che la Corte tedesca “ha chiesto delle verifiche al Governo e al Parlamento tedesco. Dalle autorità tedesche sono arrivati chiarimenti intelligenti per rispondere alle richieste”. Per cui “credo che questo dibattito si sia ora chiuso”, conclude Lagarde.

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