Christian Mulder (docente Università di Catania): «Surriscaldamento e inquinamento influenzano trasmissione e sopravvivenza Covid»

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su whatsapp
Condividi su email

C’è correlazione tra surriscaldamento globale, l’inquinamento atmosferico e il Covid-19. È questo ciò che emerge dallo studio condotto dal gruppo di ricerca guidato da Christian Mulder, titolare della cattedra di Ecologia e docente di Cambiamenti climatici all’Università di Catania. L’analisi del professore è stato realizzato insieme con il reparto di Genetica del Dipartimento di Scienze biologiche, geologiche e ambientali, che ha studiato l’andamento spazio-temporale della prima ondata in 82 centri urbani sparsi per l’Italia.

La ricerca, dal titolo Beyond virology: environmental constraints of the first wave of COVID-19 cases in Italy, è stata pubblicata con un articolo degli autori Christian Mulder, Erminia Conti, Salvatore Saccone e Concetta Federico (docenti dell’Università di Catania) sulla rivista scientifica Environmental Science and Pollution Research della Springer Nature. «La prima ondata della pandemia ha evidenziato drammaticamente i ruoli chiave del clima e della chimica dell’aria nelle epidemie virali. Grazie alla forma allungata della penisola ed alle due isole maggiori (le isole più grandi d’Europa), l’Italia è un caso di studio perfetto per valutare dal punto di vista macro-ecologico alcuni di questi ruoli chiave, con i primi focolai che rispecchiano l’industrializzazione del nostro Paese».

Una mappa di calore, generata via Machine learning, «ha permesso di confrontare quantitativamente il numero di casi Covid-19 a livello provinciale, se non comunale, con recenti dati relativi all’urbanizzazione ed al particolato fine (PM 2,5), alla temperatura media, alle precipitazioni medie ed (indirettamente) alla copertura nuvolosa diurna, consentendo di verificare come due macroregioni italiane al nord ed al centro-sud si differenzino con una significativa statistica mai individuata prima. Il particolato fine, la geografia e il clima spiegano ciò che è accaduto in Italia e supportano azioni urgenti e mirate per un’aria più pulita per individuare, affrontare e controllare in modo efficiente altri focolai»

SCARICA IL PDF DELL'ARTICOLO

[bws_pdfprint display=’pdf’]

Iscriviti alla Newsletter

Ricevi gli ultimi articoli di Riparte l’Italia via email. Puoi cancellarti in qualsiasi momento.

Questo sito utilizza i cookie per migliorare l'esperienza utente.