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Centro Studi Ucimu-Sistemi: «2020 difficile per l’industria di macchine utensili, robot e automazione. Ma le previsioni per il 2021 sono positive»

La pandemia esplosa ormai più di un anno fa ha profondamente compromesso i risultati dell’industria italiana di macchine utensili, robot e automazione.

Anche il 2021 – scrive il Giornale di Brescia – non si è aperto in maniera entusiastica, tuttavia come emerge dai dati di preconsuntivo elaborati dal Centro Studi Cultura di Impresa di Ucimu-Sistemi per produrre (www.ucimu.it), sarà questo l’anno in cui, anche se non sarà pienamente recuperato il terreno perso, le previsioni potranno tornare ad essere positive.

Intanto, nel 2020, la produzione è scesa a 4.970 milioni di euro, segnando un calo del 23,7% rispetto all’anno precedente, con una discesa dell’export per le sole macchine utensili pesante e generalizzata: le vendite negli Usa, primo Paese di destinazione del made in Italy di settore, sono scese a 229 mln (-21,4%); seguono Germania 185 milioni (-31,2%); Cina 162 milioni (-28,2%); Francia 115 milioni (-34,3%); Polonia 92 milioni (-30,8%).

Di tenore diverso, però, sarà l’anno in corso. Secondo le stime del Centro studi Ucimu, nel 2021, la produzione crescerà a 5.795 mln (+16,6% rispetto al 2020), trainata dal recupero delle esportazioni che si attesteranno a 3.220 mln (+11,8%) e dall’incremento delle consegne dei costruttori sul mercato interno che saliranno a 2.575 mln (+23,2%).

Il consumo riprenderà dinamicità registrando un incremento del 23,3%, a 4.175 milioni di euro. Torneranno a crescere anche le importazioni, attestandosi a 1.600 mln di euro pari al 23,6% in più rispetto all’anno precedente.

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