Non temiamo gli investimenti stranieri nelle banche italiane. Lo sostiene l’amministratore delegato di Banco Bpm, Giuseppe Castagna. Lo afferma alla Newest Conference di New York sottolineando che «il nostro primo socio è francese con il 10% circa», ossia il Credit agricole con il 9,17. Castagna sottolinea poi che «non abbiamo un’unione bancaria, ma è difficile averla senza una più stretta unione politica».
«In molti aspetti» sottolinea «c’è un sistema di protezione interna sul sistema bancario e questo in un certo senso è positivo, perché sarebbe pericoloso per un Paese lasciare ad un altro paese il controllo di uno strumento di crescita economica come le banche». In definitiva, secondo il manager bancario, «ci vuole ancora molto per avere un’unione bancaria europea». Quanto al sistema bancario, a suo dire «sta vivendo una situazione relativamente buona».
«Si è ripreso in diversi aspetti nei coefficienti di patrimonializzazione, remunerabilità e liquidità», spiega. «Si è ridotto il numero di banche in Italia dopo le aggregazioni tra grandi e piccole banche e da oltre 400 banche di 10 anni fa siamo arrivati oggi a 100», prosegue. «La situazione è molto migliore» sottolinea «e non c’è motivo di essere pessimisti, perché c’è la capacità di assorbire problemi sul fronte dei crediti deteriorati (Npe) la situazione è molto buona, sia nel tenerli sotto controllo sia nell’anticipare i problemi dei nostri clienti».
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