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Casasco (Confapi): «Il Governo investa sui settori ad alto moltiplicatore di sviluppo»

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Gli Stati Generali «sono utili soprattutto per dimostrare a Ue e Bce che l’Italia fa sul serio e vuole davvero utilizzare il Recovery fund per riforme strutturali».

«Credo anche che sia positivo il riconoscimento implicito del ruolo delle parti sociali. Ma il cerchio si deve chiudere. Palazzo Chigi deve passare al più presto dalla fase consultiva a quella operativa».

Lo afferma Maurizio Casasco, presidente di Confapi (la confederazione italiana della piccola e media industria) intervistato da Rita Querzè del Corriere della Sera.

«Adesso il governo metta nero su bianco un piano delle riforme che vuole attuare con i fondi Ue. Poi lo condivida e ci chiami per dare un contributo alla messa a punto delle misure».

I fondi Ue non sono infiniti. Non si potrà accontentare tutti.

«Ne sono ben consapevole. Tutti siamo chiamati a dimostrare grande senso di responsabilità. Mi aspetto che il governo scelga tre o quattro riforme su cui puntare. L’importante è che, una volta spesi, questi soldi ci lascino in eredità un Paese più moderno e competitivo».

Quale sarebbe un tempo ragionevole per passare alla fase B, quella del confronto sulle misure? «Non c’è spazio per i rinvii. Diciamo entro fine mese».

Proposte? «Primo: completare l’infrastruttura digitale, banda larga e 5G. E per il 5G bisogna guardare più a Washington che a Pechino, i nostri dati vanno protetti. Secondo: investire sui settori ad alto moltiplicatore di sviluppo».

«E quindi la filiera dell’automotive e le infrastrutture, intervenendo con piccoli appalti che facciano lavorare le nostre imprese. Terzo: scuola e ricerca, favorendo l’innovazione di prodotto, i brevetti e la ricerca integrata con la piccola e media industria».

«Quarto: politiche per la crescita demografica. Le italiane hanno il primo figlio cinque anni più tardi delle francesi. Infine, i giovani».

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