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Carlo Sangalli (Confcommercio): «A rischio 1 milione di posti di lavoro»

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Lo scenario, tratteggiato da Confcommercio, è critico: i consumi reali per abitante sono ai livelli più bassi degli ultimi 25 anni, con una spesa pro capite, al netto delle variazioni dei prezzi, inferiore di 167 euro rispetto al 1995. Si tratta di una perdita dei consumi in un anno del 10,9% (10,6% per abitante). La conseguenza? C’è il rischio che chiudano 270 mila imprese e si perdano oltre un milione di posti di lavoro. Lo dice Carlo Sangalli, presidente di Confcommercio in un’intervista al Corriere della Sera.
In Europa “il percorso è ancora accidentato – dice – i conti andranno saldati per via di fiscalità europea e, dunque, attraverso il trasferimento di basi imponibili. Ma credo si possa dire che il negoziato si è concluso, per il nostro Paese, con un risultato significativo. Ora – continua Sangalli – serve il prezioso coinvolgimento del Parlamento e delle forze sociali e il coraggio e la lungimiranza della politica di sottrarsi alla logica dei dividendi di breve termine”. La priorità di Confcommercio è “rivedere le scelte in materia di restringimento dell’agibilità dei contratti a termine e del lavoro occasionale. Ma anche ridurre il cuneo fiscale e contributivo sul costo del lavoro. Sugli ammortizzatori sociali, l’universalità delle tutele non può tradursi in unicità di strumento e di contribuzione”. Servono provvedimenti e strumenti “di filiera più che di settore. Penso al tema dell’Imu e alla riduzione degli oneri contributivi sul costo del lavoro. E mancano ancora misure di ristoro per tutte le modalità di trasporto”.

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