“Milano, come una delle prime grande città occidentale colpita dalla pandemia, è stato un modello per altre città a livello internazionale”, secondo l’architetto Carlo Ratti, direttore del Senseable City Lab del Mit di Boston.
In particolare la città “ha sperimentato un meccanismo più flessibile nel rispondere alla crisi e provare cose nuove”, dice Ratti al Forum Voci sul futuro, organizzato da ANSA e Asvis nell’ambito del festival dello sviluppo sostenibile.
“Da un giorno all’altro – spiega l’architetto – con della vernice per strada, si prova a fare una pista ciclabile o a pedonalizzare pezzo di città di cui, magari, si parlava da 10 anni ma adesso può essere fatto e testato. Poi, solo se funziona, si tiene”, procedendo per “trial and error”, tentativi ed errori.
Ratti racconta che oggi ci sono “tante città che, sfruttando la capacità di usare i dati e nuovi strumenti, guardano a filoni diversi” dell’urbanistica per i quali rappresentano dei modelli: Singapore per la mobilità, Copenhagen per la sostenibilità, Boston per la partecipazione dei cittadini, “Milano sta guardando a un tema molto bello – dice l’architetto – che è quello dell’integrazione tra natura e città”.
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