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Carlo Cimbri (ceo Unipol): «Servono progetti forti per far crescere il Paese. Il Governo deve rischiare»

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“Sono più spaventato dal fatto che non vedo dei progetti concreti in cui questi soldi verranno investiti per far crescere il Paese. Questo è il momento di fare scelte forti e di prendersi qualche rischio, per ridare fiducia alle persone”.

Lo ha detto a Repubblica l’a.d. Di Unipol, Carlo Cimbri alla domanda se sia preoccupato per la forte crescita del debito pubblico che l’Italia dovrà sopportare attingendo a prestiti europei che comunque dovranno essere restituiti.

“Dopo le grandi crisi -ha aggiunto- i Paesi si riprendono con grandi investimenti pubblici, ma ci vorrebbe una forte coesione politica e sociale e una visione comune che al momento non vedo, ma a cui da cittadino faccio appello”.

A proposito dei tanti soldi che arriveranno dall’Europa, “come cittadino italiano sono sicuramente favorevole alla politica del Tesoro di mobilitare il più possibile le risorse finanziarie degli italiani”.

“Come assicuratore purtroppo non posso fare lo stesso poiché la normativa regolatoria sul solvency mi costringe ad avere un mix di titoli di Stato di diversi paesi”.

“Sono norme che presupporrebbero un bilancio unico europeo e l’esistenza degli Eurobond altrimenti discriminano un singolo Paese”.

“Inoltre danno troppa enfasi alle valorizzazioni mark to market mentre per le assicurazioni l’importante è avere gli investimenti con scadenze pareggiate a quelle delle polizze degli assicurati”, ha concluso Cimbri.

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