Carlo Calenda (Leader Azione): «Crisi fatta di irresponsabili. Ora un governo europeista»

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«Tutta questa crisi è incomprensibile. Renzi ha parlato per un’ora della inadeguatezza di Conte, come se lui stesso non avesse mai fatto parte del governo, per poi dire che non ha nessuna preclusione su Conte premier. O è molto confuso o è molto ipocrita». Così Carlo Calenda, leader di Azione, giudica lo strappo di Renzi in un’intervista a Giovanna Casadio di Repubblica. «Dall’altro lato – aggiunge – Conte è passato dall’arroccamento alla passeggiata in piazza, con l’atteggiamento di chi pensa di essere il padre della Patria, anche perché il Pd gliel’ha fatto credere. Tra Renzi e Conte è stato lo scontro tra due irresponsabili».

Matteo Richetti, senatore del suo partito, è all’opposizione del governo. Lei non dovrebbe quindi essere favorevole alla crisi? «Sono favorevole alla costruzione di un governo più largo, con la formula “Ursula”, come in Europa, e con un premier adeguato al momento drammatico che l’Italia sta vivendo». Non può essere questa l’occasione per un governo più largo? Magari con Draghi? «Penso sia difficile per il metodo adottato: la crisi è stata gestita estremizzando le posizioni. Molto dipende dal Pd, che ha il pallino in mano. Zingaretti deve capire che questa esperienza politica è finita. Va voltata pagina. Io non credo che Draghi né alcun altro dotato di senno si metterebbe nelle mani di questa classe dirigente politica».

Cosa si aspetta che accada ora? «Di tutto. Perché non è escluso un Conte ter, né che ci si avviti in una crisi che porti a un governo di scopo per le elezioni a luglio, prima del semestre bianco. È tutto confuso e poco governato». E cosa si augura? «Mi auguro che tutte le forze politiche non anti europeiste, si rendano conto che siamo in una condizione gravissima e quindi si formi un governo di salvezza nazionale». Azione e +Europa al Senato lo appoggerebbero? «Dovrebbero appoggiarlo».

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