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Stefano Cappellini (Repubblica): «Ascoltiamo Mattarella: chi non si vaccina attenta alla libertà degli altri»

Si parla sempre più di frequente della possibilità di introdurre l’obbligo vaccinale, ma soprattutto dell’atto di vaccinarsi come responsabilità sociale. In questo ambito, Stefano Cappellini rimarca il ruolo che il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha avuto nel tentare di “educare” la popolazione.

«L’unica didattica a distanza che ha funzionato in questi anni» scrive su Repubblica «è quella di Sergio Mattarella. Il presidente della Repubblica ha dovuto spesso svolgere, talvolta suo malgrado, una funzione educativa e maieutica verso la politica, o almeno una sua parte. Anche ieri Mattarella ha scelto di intervenire per ribadire che vaccinarsi è un dovere e chi lo trasgredisce non esercita una libertà, casomai attenta a quella altrui».

«Una ripetizione per chi è rimasto indietro nell’apprendimento di un concetto che dovrebbe essere patrimonio condiviso di una collettività, quantomeno delle forze che la rappresentano in Parlamento e che hanno tra le altre cose la responsabilità di orientare l’opinione pubblica. Ma in Italia non è così e Mattarella deve appunto farsi carico di prendere per mano i più riottosi e i più lenti».

«Il Green Pass ora è un punto fermo e si discute su come estenderlo. Ancora poche settimane fa è stato necessario strattonare alcuni leader – indovinate chi – persino per mettere un freno alle dichiarazioni che chiedevano di limitare la campagna vaccinale agli over 50 e tana libera tutti per gli altri. Ma è bastato che il presidente del Consiglio Mario Draghi annunciasse l’intenzione del governo di andare verso l’obbligo vaccinale e subito è ripartito il gioco dei no e dei distinguo, le premesse, i ben altro», prosegue.

«È chiaro che l’intervento di Mattarella spinge in quella direzione. Naturalmente il messaggio del Colle vuole parlare direttamente anche ai cittadini, affinché non si lascino distrarre dal rumore di fondo della polemica e non dimentichino che siamo attesi da un autunno non facile, il virus non è sconfitto, le scuole stanno per riaprire in presenza, milioni di lavoratori sono pronti a tornare in ufficio, le conseguenze di una eventuale ripresa della pandemia restano ancora pericolosissime. Didattica a distanza, quella buona».

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