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Gabriele Canè (Il Giorno): «Per la ripresa serviranno crescita, lavoro e sicurezza»

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La ripresa non sarà semplice. Serviranno regole efficaci e stabili. Lo afferma Gabriele Canè, che rimarca alcuni elementi centrali «crescita, lavoro, sicurezza: mettiamoli nell’ordine che si vuole, ma è attorno a questi tre fattori che si gioca il presente e il futuro dell’Italia».

«La crescita c’è: più 5,8 nell’ultimo trimestre. Se c’è crescita» sottolinea sul Giorno «ci sono investimenti, lavoro. L’ottimismo, insomma, è di rigore: per una volta possiamo essere la locomotiva d’Europa».

«Ma come? Perché al lavoro bisogna andarci, e starci. E bisogna farlo in sicurezza per sé e per gli altri. È il motivo per cui il personale sanitario e scolastico non vaccinato è a casa senza stipendio. E gli altri? In questi giorni se ne discute, con qualche ritardo, e il tema è complesso. Per le mense, lo sappiamo, ci vuole il Green pass. Dunque, chi entra nelle aziende con mensa, più o meno è obbligato ad avere il certificato verde. Ma nelle altre no. Nei locali pubblici, poi, il cliente deve mostrare il “Qr”, ma chi ci lavora e glielo chiede non ha obblighi».

«Poi c’è lo smart working. Una giungla. Chi controlla? Il computer chi lo paga? La connessione? Gli uffici si sono svuotati, quelli pubblici forse più degli altri. Spesso è più facile prenotare un intervento a cuore aperto che un appuntamento per una carta di identità. Il ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta rassicura: la burocrazia serve al funzionamento del Paese, e gli impiegati devono tornare in ufficio: smart al massimo al 15%. Una asticella accettabile per pubblico e privato».

«Quello che non potremmo accettare è che si vada avanti come si è fatto (per necessità) fino ad ora: con disposizioni a macchia di leopardo, per settori, per zone. Fermo restando che il migliore alleato di lavoro, sicurezza e ripresa è il vaccino, occorrono regole certe, rigorose, omogenee, e applicabili. Maurizio Landini, segretario generale della Cgil, preferisce l’obbligo al Green pass. Una opinione, forse uno scaricabarile. Sapendo comunque che la peggiore limitazione alla nostra libertà, è quella di ammalarsi. Ancora di più sul posto di lavoro». 

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