Non ho mai pensato di scalare Mediaset, «non sta né in cielo né in terra». Queste le parole di Urbano Cairo, numero uno di Rcs e ovviamente di Cairo communications, che smentisce di nuovo di aver anche solo immaginato una cordata per l’acquisizione del Biscione, ma contemporaneamente lascia una porta aperta al dialogo. Incontrerei volentieri Pier Silvio Berlusconi «per rivedersi dopo molti anni». Che sia girata questa ipotesi «mi è anche molto dispiaciuto: l’ultima cosa quando Berlusconi è scomparso è dire o pensare una cosa del genere, anche dal punto di vista umano non avrei nemmeno pensato una cosa del genere. Rcs era scalabile perché sul mercato c’era una quota di circa il 60%, era contendibile, ma Mediaset non lo è», spiega Cario rispondendo ai giornalisti alla presentazione dei palinsesti de La7.
«Ho avuto la fortuna di lavorare con Silvio Berlusconi per quattro anni come assistente diretto e altri dieci tra Publitalia e Mondadori, con un rapporto personale molto bello. Mi ha stupito il fatto che a un certo punto “out of the blue” sia uscita una notizia su Dagospia nella quale si ipotizzava una quotata italiana che andrei a prendere con i consigli del grande banchiere d’affari Walter Veltroni: mi sembra come minimo una cosa traballante», dice Cairo, aggiungendo di stimare molto l’ex segretario del Pd, «ma penso che tutto possa fare tranne che l’ideatore di un progetto simile».
L’amministratore delegato e presidente di Rcs ricorda la presentazione dei palinsesti di Mediaset, durante la quale l’amministratore delegato del Biscione Pier Silvio Berlusconi «ha avuto parole molte carine nei miei confronti, poi però ha detto che se mai dovesse avvenire una cosa del genere» sarebbe Mfe-Mediaset che si “mangerebbe” Rcs. «Ho fatto un piccolo controllo: per le leggi italiane esistenti non è possibile per Mediaset scalare Rcs, ma è possibile il contrario. Non ci ho mai pensato neanche un secondo, ma la verità è questa. Lo dico al mio amico Pier Silvio di rincontrarci non per parlare di questa cosa, ma per rivedersi dopo molti anni», conclude Cairo, ribadendo che una sua discesa in politica «è molto molto remota. Poi nella vita mai dire mai».
In Borsa le reazioni sono scarse, con il titolo MfeB con dieci diritti di voto che comunque ha chiuso in rialzo del 2,3% con un listino generale salito dello 0,6%, mentre MfeA è rimasto piatto. Così come non ci sono reazioni dal lato del Biscione, dove Fininvest controlla saldamente Mfe-Mediaset con circa il 50% dei diritti di voto. Nella holding di famiglia ci si sta infatti occupando soprattutto della declinazione concreta del testamento del fondatore e anche della possibile cessione della società calcistica del Monza. I colloqui proseguono, a partire da quelli con Vaghelis Marinakis, l’imprenditore greco vicino al premier Mitsotakis e proprietario dell’Olympiacos. Un rapporto al quale, più recentemente, si sono aggiunti approcci da parte soprattutto dei fondi d’investimento statunitensi interessati al calcio.
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