«La verità è che quel ponte non doveva passare al Comune perché di fatto è uno svincolo autostradale». Lo dice il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, in un’intervista al Corriere della Sera dopo la tragedia di Mestre nella quale la caduta di un autobus da un cavalcavia ha causato 21 vittime. «Abbiamo fatto quello che la legge ci consentiva di fare».
«Il cavalcavia è un’infrastruttura degli anni ’60 passata al Comune una quindicina di anni fa. Noi abbiamo fatto le manutenzioni che la legge ci consentiva di fare. Se mi chiede perché non abbiamo pensato di cambiare il guardrail le rispondo che non potevamo farlo. Serviva un progetto unitario, che è stato approvato l’anno scorso, per cui abbiamo stanziato oltre sei milioni di euro anche di fondi Pnrr e i cui cantieri sono già in corso».
«L’iter è stato avviato nel 2016 con i primi rilievi. Per sostituire la barriera di protezione bisogna intervenire anche sulla piattaforma stradale e sui pilastri, insomma su tutta la struttura». Il ponte «era in regola» dice Brugnaro. «Il problema semmai è un altro: non doveva essere in capo al Comune. Non a caso era gestito dall’Anas che l’ha ceduto alle amministrazioni precedenti. Io non lo avrei mai accettato senza un finanziamento per poter adeguarlo».
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