«La crisi ha messo ancora più in evidenza la centralità delle grandi piattaforme e la necessità di regolarle, come la crisi finanziaria del 2008-2009 aveva messo in evidenza il bisogno di regole per le grandi banche sistemiche. Non sono regole contro qualcuno, ma cambieranno in modo significativo il modo di agire delle grandi piattaforme». Così il Commissario Ue al Mercato Interno Thierry Breton in un’intervista al Corriere della Sera. Proprio domani Breton, insieme alla vicepresidente della Commissione e titolare dell’Antitrust Ue Margrethe Vestager, firmerà due provvedimenti proposti dalla Commissione per la revisione delle regole Ue per i servizi e i mercati digitali.
Si tratta di due atti: il primo è il Digital Services Act (DSA), «un atto legislativo trasversale. Quello che è autorizzato nel mondo fisico dovrà continuare a essere permesso online ma quello che è vietato offline dovrà esserlo anche online», spiega Breton. Il secondo è il Digital Market Act (DMA), con «regole ex ante per i gatekeeper, perché sono più efficaci e immediate, con sanzioni finanziarie molto significative fino allo smembramento».
Le nuove norme toccheranno, dichiara, «un certo numero di imprese, i gatekeeper». Un criterio per definire le piattaforme sistemiche «sarà il numero di utenti, perché l’effetto moltiplicatore è molto significativo. È chiaro: piccole aziende piccole responsabilità, grandi industrie grandi responsabilità. Grandi vuol dire un numero importante di clienti, dipendenti, azionisti, significa un impatto molto forte nel proprio settore».
Tra gli obblighi previsti per piattaforme e intermediari online dal Digital Services Act, Breton ricorda che «ad esempio devono notificare alle autorità se è stato commesso un crimine, bloccare l’accesso a chi vende materiale contraffatto, fare una pubblicità trasparente, fornire chiarezza sull’algoritmo usato per spingere un determinato contenuto. La necessità di avere un moderatore che possa intervenire subito, sia umano sia automatizzato. Le autorità nazionali due volte l’anno faranno degli audit per controllare che le regole siano rispettate», conclude.
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