Nell’ambito della parità di genere il contesto lavorativo assume una particolare importanza. Come ricorda la ministra per le Pari opportunità e la Famiglia, Elena Bonetti, l’occupazione mette in particolare risalto lo squilibrio di genere. Ora stiamo attraversando «un momento storico grazie al Pnrr», possono essere messi in campo nuovi strumenti. «È la prima volta che in Italia si fa una strategia per la parità di genere», spiega Bonetti. «Significa mettere in atto un processo per sanare le disuguaglianze di genere che spesso ci vedono ultimi in Europa».
Da dove cominciare?
«Dal lavoro» risponde nell’intervista rilasciata al Corriere della Sera. «È il tema che maggiormente mette in evidenza la disuguaglianza. La strategia mette in atto un’azione sinergica – occupazione, retribuzione, competenze – per creare un mondo del lavoro più equo e aumentare l’occupazione in termini numerici e di qualità» aggiunge la ministra che fa qualche esempio: «Decontribuire il lavoro femminile, anche prevedendo la defiscalizzazione per i contratti di sostituzione di maternità, così che assumere una donna non diventi un costo. Oltre, ovviamente, a migliorare il sistema di welfare».
La ministra spiega: «Avremo a disposizione 440 milioni per l’imprenditorialità femminile: 400 vengono dal Pnrr e 40 dalla legge di Bilancio 2021». Mentre in tema di formazione dice che sull’insegnamento delle materie scientifiche e della matematica è stato «stanziato un miliardo di euro per un approccio didattico più inclusivo, per attivare le competenze femminili, a cominciare dalla scuola dell’infanzia».
«La matematica» dice «è strumento di empowerment per le ragazze. Non va presentata come luogo per la perfezione in cui non è ammesso sbagliare. Per le donne è un ostacolo nella scelta degli studi».
Per saperne di più:








