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Boeri (ex Presidente Inps): «Rdc a 1,5 milioni di evasori. Tridico dovrebbe saperlo»

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«Il reddito di cittadinanza viene percepito anche da circa 1,5 milioni di evasori. Sono temi discussi all’Istituto di previdenza a partire dall’incrocio fra i dati amministrativi e campionari e sulla base di modelli di microsimulazione in seminari cui forse Tridico (attuale presidente Inps ndr) avrebbe fatto bene a partecipare. Sono stime a mio giudizio plausibili». Lo afferma l’ex presidente dell’Inps, Tito Boeri, intervistato da Luca Monticelli per ‘La Stampa’.

Perché plausibili? «Inps e Istat stimano che ci siano 3 milioni di evasori totali fra gli autonomi e altri 3 tra i dipendenti. Quando unici percettori di reddito, la loro evasione permette all’intero nucleo famigliare di prendere il sussidio. Quindi non siamo lontani dall’avere 10 milioni di potenziali interessati dal reddito di cittadinanza tra gli evasori e le loro famiglie. Se il 15 per cento di questi lo percepisce abbiamo che la metà dei suoi beneficiari è evasore».

Tridico sostiene che i controlli incrociati sulle famiglie vengono fatti sin dall’avvio, le risulta? «I controlli patrimoniali allora venivano fatti solo ex post e a campione. Quando ero presidente dell’Inps avevo suggerito di aspettare l’Isee precompilato e l’incrocio delle banche dati prima di varare il reddito di cittadinanza, perché i dati incrociati sui patrimoni sono molto efficaci nell’identificare il sommerso».

Le indagini sull’assegno preso dal padre dei fratelli Bianchi, i ragazzi di Artena accusati di aver pestato a morte Willy, sono scattate grazie alle foto dei lussi esibite su Facebook, evidentemente le verifiche sui dati non sono efficaci? «Forse hanno cominciato a ricevere il sussidio quando i controlli preventivi sui patrimoni non venivano svolti. Queste cose vanno accertate prima di concedere il sostegno. Un conto è bloccare un pagamento prima di erogarlo, un altro è recuperare dopo quanto versato, superando i ricorsi».

Il presidente dell’Inps dice che secondo il suo ragionamento i poveri che incassano il reddito nasconderebbero ricchezze fino a 60 miliardi di euro, che è la metà del nero stimato in Italia. «Credo non abbia capito. Non ho detto che la metà degli evasori ottiene l’assegno, ma che la metà dei percettori del reddito potrebbero esserlo. Si tratta, come dicevo, di circa il 15 per cento degli evasori. Quindi semmai la cifra dovrebbe essere di 18 miliardi. Inoltre, tra chi froda il fisco molti potrebbero avere redditi comunque bassi. I 120 miliardi di sommerso non sono distribuiti uniformemente fra la popolazione. Ci sono grandi e piccoli evasori. Mi sorprende questa polemica perché una delle ragioni per le quali sono stati imposti dei criteri sui patrimoni molto stringenti nel reddito di cittadinanza è che si è consapevoli che in Italia c’è una realtà di nero molto elevata. Questo non significa che non si dovesse rafforzare la misura contro la povertà introdotta con il Rei, ma solo che questo passaggio andava preparato meglio, anche nel definire lo strumento in modo più efficace».

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