Sul Corriere della Sera Beppe Severgnini commenta gli assembramenti visti nel fine settimana in molte città italiane e invita tutti i cittadini a una maggiore responsabilità. “Lo shopping prenatalizio è partito e la folla è ricomparsa nelle vie del centro. Ma possiamo permettercelo? Le scene che abbiamo visto sono compatibili con una pandemia? La risposta è facile: no.
Il secondo lockdown tricolore (rosso, arancione, giallo) è servito, per fortuna. Le cose vanno meglio, ma non vanno bene. Cosa fare allora perché l’umanissimo, comprensibile sollievo prenatalizio non porti una terza ondata Covid e un nuovo disastro? Il governo deve aggiungere regole e inasprire i controlli? Non servirebbe a nulla – sostiene Severgnini -, se non a indispettirci. Di regole ce ne sono abbastanza e non ne servono altre. E il compito prioritario del governo, oggi, è un altro: preparare un efficace «piano vaccini», affinché non si ripeta quanto è accaduto con le mascherine in primavera e con il vaccino influenzale in autunno.
Maggiori controlli sarebbero necessari. Ma carabinieri, polizia e polizia municipale hanno già abbastanza da fare. La grande maggioranza degli italiani sta dimostrando capacità di sopportazione e pazienza. Ma della pazienza dei popoli non si deve abusare mai. Cosa fare allora, per evitare che si ripetano le scene viste sabato? Dobbiamo guardarci in faccia e dire: adesso tocca a noi. Siamo adulti, i rischi di una pandemia e le regole-base per evitarli li abbiamo capiti, ormai. Sembra una norma anacronistica, e invece è la regola alla base di tutte le regole. Si chiama responsabilità. Se tutti evitano gli assembramenti, gli assembramenti non si formano. Il premier Conte potrebbe farne un motto, se volesse: nuove regole no, nuova responsabilità sì. Solo così ne verremo fuori”.
Per saperne di più:

Rinnovabili, il prezzo dell'inazione: perché frenare la transizione costa all'Italia più che acceler...

Innovazione, la sfida europea è trasformare la ricerca in industria | La proposta di Maurizio Casasc...

Paolo Savona, economista: “La lezione del '29 vale per l'intelligenza artificiale. Senza regole comu...

Giovani e disuguaglianze, perché il welfare deve ripartire dalla cultura: prevenire il disagio e dar...

Logistica e innovazione, Antonio Brunacci: serve un ecosistema integrato per rendere più competitivo...






