“Lo Stato serve dove ci sono situazioni strategiche. Telecomunicazioni: la dorsale deve essere per forza in mano pubblica e poi i privati si fanno concorrenza”. Lo ha detto il garante del M5s, Beppe Grillo, durante il confronto online con il presidente del Parlamento Europeo David Sassoli e l’imprenditore belaga Gunther Pauli.
“La parola Stato è da rivedere, la parola pubblico è una buona parola. Si è trasformata invece: il sindaco è un general manager, una società del governo è assimilata a un monopolista…”. E invece per Grillo “voglio poter decidere cosa fare dei dati: nei prossimi dieci anni si parla di 13mila miliardi. Potrebbero finanziare il reddito incondizionato per tutti”. E soprattutto “i dati degli italiani devono restare agli italiani, i dati degli europei devono restare agli europei”, mentre “gli Stati Uniti continuano a succhiare”.
Sul concetto Pauli è stato più esplicito: “Si tratta di una situazione scandalosa, le multinazionali americane non pagano imposte, prendono i nostri dati, guadagnano miliardi e non pagano tasse”. Un tema, quello del controllo europeo sull’economia dei dati, su cui Grillo ha elogiato la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen: “Dopo 20 anni ha parlato di rinnovabili, di green economy. I nostri prodotti sono i server, i cloud, il conservare i dati degli italiani per gli italiani, degli europei per gli europei. Sono queste le nuove materie prime, non più acciaio e carbone”.
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