”I locali dei centri storici delle città a maggiore vocazione turistica, come Firenze, Venezia, Roma, si trovano in gravi difficoltà per due motivi legati al Covid: da una parte è venuto a mancare il turismo internazionale e dall’altra, con lo smart working, i clienti della pausa pranzo”. È questo il quadro generale in cui dev’essere maturato il suicidio del ristoratore fiorentino nell’analisi di Giancarlo Banchieri, presidente di Fiepet, l’associazione di categoria di Confesercenti in un’intervista a ‘La Stampa’.
“Soprattutto nei centri storici delle città d’arte, gli affitti sono a livelli altissimi, con la conseguenza che i costi sono rimasti intatti, mentre il flusso delle entrate è svanito”, continua Banchieri. “E poi c’è un altro elemento che è fonte di grande stress e di ansia per quanti fanno il nostro lavoro: il fatto che non si veda la luce in fondo al tunnel, viso che non si sa quanto tempo questa situazione possa durare ancora”.
“Di aiuti ce ne sono stati, da quelli a fondo perduto di aprile alla cassa integrazione, fino ai prestiti a tassi agevolati con restituzione su periodi medio-lunghi”, aggiunge Banchieri, “ma la verità è che non c’è aiuto che possa sostituire l’incasso quotidiano scomparso. Immaginiamo un affitto da migliaia di euro al mese pagato tutti i mesi, come avviene in diverse città: se non c’è afflusso di cassa diventa veramente dura, e tuttora non riusciamo a lavorare”.
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