“Noi sindaci siamo spaventati. Ci preoccupa il fatto che possa finire la cassa integrazione e non ci sarà occupazione. Le aziende hanno ridotto le attività e il personale. Si deve ripartire da qui. Noi ce la stiamo mettendo tutta: semplificazione degli appalti, autorizzazioni piu veloci, sostegno a bar e negozi”. Così il sindaco di Bari e presidente dell’Anci Antonio Decaro su ‘Il Corriere della Sera’, dove si rivolge alla ministra dell’Interno Luciana Lamorgese che ha parlato di rischio in autunno per le tensioni sociali: “Mi aspetto dalla ministra non solo allarme ma anche soluzioni. Ecco, mettiamola cosi’: voglio sperare che lei si faccia portavoce verso il governo. Per trovarle”.
“Abbiamo bisogno di un passo diverso – osserva – il passo dell’emergenza deve essere molto più veloce di quello attuale. Stiamo tenendo grazie alla cassa integrazione e, lo dico da sindaco perché non tutto il mio partito (Pd) la vede alla stessa maniera, grazie al reddito di cittadinanza. Senza avremmo già avuto le tensioni sociali. In mancanza di ammortizzatori potrebbe succedere di tutto in autunno”. “Molto dipende dall’evoluzione del virus – prosegue – se ci sarà una seconda fase prevedo serissimi problemi e alta probabilità di conflittualità sociale. Tuttavia sono moderatamente ottimista; però occorre svegliarsi, avere un passo piu’ veloce”.
Poi, mette in evidenza un elemento “da non sottovalutare. Gli effetti della crisi possono spingere titolari di attività economiche e famiglie a chiedere prestiti alla criminalità organizzata. Un pericolo serio che occorre scongiurare”.
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