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Antonio Decaro (Presidente Anci): «I poteri dei comuni non bastano, sui dati serve più trasparenza»

I poteri dei comuni non bastano: su dati e criteri serve più trasparenza. Lo afferma il sindaco di Bari e presidente dell’Anci, Antonio Decaro intervistato da Claudia Voltattorni per il Corriere della Sera.

Sindaco Antonio Decaro, anche lei a Bari ha fatto un’ordinanza «antistruscio», come il governatore del Veneto Luca Zaia? «In realtà ho rimodulato gli orari dei negozi che da domani (oggi, ndr) possono restare aperti all’ora di pranzo ma dovranno chiudere prima, alle 19: una decisione presa per ridurre gli assembramenti dovuti allo shopping, dobbiamo ripensare le nostre abitudini e tempi di vita».

L’Associazione dei Comuni che lei guida chiede più poteri su orari e chiusure? «Noi sindaci siamo chiamati dal ministero dell’Interno a far rispettare regole e restrizioni decise da governo e Regioni: possiamo vietare stazionamenti in strade e piazze e limitare il passaggio in alcune zone».

Non è già abbastanza? «No, a volte non basta e su alcune cose non siamo stati ascoltati». Cosa avevate chiesto? «Nell’ultimo Dpcm, ad esempio, il governo ha deciso la chiusura nei fine settimana delle gallerie commerciali, salvando però alcune attività. Va bene, ma noi avevamo chiesto di intervenire anche sulle grandi strutture, quelle monomarca, che invece sono rimaste aperte e, nei fine settimana soprattutto, attirano centinaia di persone. Oggi chiediamo quindi anche a chi gestisce questi centri una grande attenzione e una grande responsabilità».

I Comuni possono fare di più per affrontare meglio l’emergenza sul campo? «I Comuni sono quelli più vicini ai cittadini, conoscono meglio i territori e quindi possono intervenire meglio e più rapidamente. Siamo anche quelli cui i cittadini si rivolgono per primi, per chiedere più tamponi, più ambulanze, più posti letto, anche se sono cose su cui non abbiamo competenza. Ecco perché chiediamo, ancora una volta, di essere coinvolti nella comunicazione dei dati sulla base dei quali vengono poi prese le decisioni, dal colore delle zone alle restrizioni. Tamponi, numero dei contagiati, posti letto negli ospedali e nelle terapie intensive: sono tutte informazioni che dovrebbero conoscere anche i Comuni così da poter intervenire sulle restrizioni. E conoscerli fa sì che ci sia anche maggiore trasparenza».

C’è un problema di trasparenza? «Sarebbe corretto sapere quali sono i criteri oggettivi legati a quali parametri in base ai quali vengono prese determinate decisioni, sapere quale è l’algoritmo che fa sì che una zona sia gialla o rossa, è importante che le regole siano uniformi per tutti. Invece oggi ai Comuni viene comunicato solo il numero dei positivi per poter intervenire su chi ha bisogno o verificare l’isolamento di chi è contagiato» .

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