Cibus Forum, per l’amministratore delegato di Fiere di Parma Antonio Cellie, ha dimostrato che la “creazione del valore coinvolge tutte la fiere. E che non c’è rilancio virtuoso se non si capisce il valore che c’è dietro il lavoro in campo, in fabbrica, nei trasporti e nella logistica, sullo scaffale. Durante e dopo la pandemia abbiamo tutti capito – ha sottolineato il manager – che il cibo è valore, con la sua convivialità. E questa componente tipica dello stile di vita italiano ha ‘meticciato’ tutto il mondo”. Dalla riscoperta del valore percepito si deve tuttavia passare – chiede Cellie a nome degli imprenditori della Food community – al sostegno degli utilizzatori del cibo: non solo i consumatori ma la ristorazione e i pubblici esercizi, che hanno un ruolo fondamentale nell’alfabetizzazione dei consumatori. Un’alleanza di filiera che porterà a mangiare tutti meglio e più Made in Italy”.
Tuttavia, ha aggiunto l’ad di Fiere di Parma, “non esiste sviluppo senza innovazione. E questa deve avvenire attraverso prospettive solo apparentemente strabiche: da una parte la riscoperta della tradizione e cultura gastronomica , dall’altra l’innovazione tecnologica a basso impatto ambientale. Nel segno di Greta dunque, andranno riscoperte tradizioni attraverso i droni, l’agricoltura di precisione, packaging compostabili, scelte no-spreco”.
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